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l'Associazione no profit costituita nel 2013 tra i Pensionati di Banca Carige per tutelare i diritti e gli interessi economici e morali in materia previdenziale, sanitaria e assistenziale dei propri Associati rappresentandoli e assistendoli nei rapporti con il Gruppo Banca Carige, il Fondo integrativo pensioni interno, l'INPS e gli altri enti assicurativi e finanziari pubblici e privati del settore.

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domenica 19 aprile 2015

COMUNICATO N. 40 - VERBALE ASSEMBLEA 2015

AS.PE. CARIGE
Associazione Pensionati del Fondo Integrativo Aziendale Banca Carige

VERBALE DI ASSEMBLEA

L’anno 2015, il giorno 25 del mese di marzo alle ore 15,00 – in Genova, Aula Magna del Liceo Scientifico Statale CASSINI, Via Galata 34 cancello – a seguito di convocazione per la stessa ora del giorno 24 presso la sede sociale, effettuata con lettera del 4/3/2015, intervengono per partecipare in seconda convocazione, essendo andata deserta la prima, i soci di cui all’elenco allegato che costituisce parte integrante del presente verbale.

A norma di statuto conduce la riunione il Presidente, Giovanni Lo Vetere. Su sua proposta, l’Assemblea nomina segretario della riunione, il Vice Presidente Vicario, Giorgio Guglielmi, che accetta e ringrazia.

Il Segretario comunica sono presenti 114 soci in proprio e altri 83 soci rappresentati per delega, in totale 197 voti; il Presidente dichiara pertanto l’assemblea validamente costituita e atta a deliberare sugli argomenti di cui al seguente ordine del giorno:

  1. Relazione annuale del Presidente.
  2. Approvazione del Bilancio dell’esercizio 2014.
  3. Relazione del Collegio dei Revisori dei conti.
  4. Causa legale sul Minimo garantito dal FIP.
  5. Partecipazione all’Assemblea annuale di Banca Carige.
  6. Varie ed eventuali.


Relazione annuale del Presidente

Il Presidente rivolge un saluto di benvenuto a tutti i partecipanti e, prima di iniziare l’esposizione, presenta l’avvocato Michele Iacoviello, legale di fiducia con studio a Torino, e gli cede la parola affinché possa riferire brevemente anche sull’esito della riunione del mattino per quanto attiene all’azione legale di gruppo, anticipando con ciò parte degli argomenti di cui al punto d) dell’ordine del giorno.
L’avvocato Iacovello ringrazia il Presidente, saluta i convenuti e ricorda d’aver rilasciato un convinto parere pro-veritate sul minimo garantito e di aver raccolto in mattinata oltre 120 procure, alle quali si aggiungeranno quelle dei ricorrenti che nel frattempo hanno dato la loro adesione; spiega i presupposti della causa, resa necessaria dal rifiuto dell’azienda di confrontarsi con As.Pe., fondata sull’indebito blocco della rivalutazione monetaria prevista dall’Accordo sindacale del 12/2/1997 a seguito dell’entrata in vigore di una legge che vieta la parametrazione e rivalutazione delle pensioni a prestazioni definite alle retribuzioni del personale in servizio, che non riguarda il caso di specie e che altre Banche, nell’identica situazione, non hanno bloccato.
Molte sono le materie relative ai Fondi complementari oggetto di un contenzioso ventennale, fra cui il problema dei c.d. zainetti, ovvero la liquidazione in forma di capitale della rendita periodica, che si risolve di solito a tutto favore delle banche in quanto sono sistematicamente ignorate le quote dei coniugi superstiti (diritto di reversibilità), che secondo un recente articolo de Il Sole 24 Ore, valgono circa il 25% dell’importo liquidato.
Premesso che ogni pensionato è libero di fare le proprie scelte ricorda che devono essere sempre attentamente valutati due aspetti fondamentali: da un lato le modalità e i criteri di calcolo adottati nella determinazione degli importi e, dall’altro, il fatto che non esiste alcun obbligo di accettazione dello “zainetto”, neppure di fronte ad un accordo sindacale.
Conclude affermando che negli ultimi anni, ancor più che per il passato, si notano parametri di calcolo ingiustificati, che generano contenzioso; l’attuario utilizzato si basa su dati sempre opinabili che incidono profondamente sull’ammontare dello zainetto; la banca e i sindacati tendono a privilegiare gli iscritti attivi a tutto detrimento dei passivi (si veda, ad esempio, il caso degli esodati).
Ricorda, infine, che la Corte di Cassazione ha deliberato contro le banche in merito al diritto di scala mobile negli anni 1998-2000 e al ricalcolo del TFR per i dimissionari degli ultimi 5 anni, nonché su alcuni aspetti in un contesto di “vacanza contrattuale” (vale a dire in fase di attesa di rinnovo del contratto collettivo scaduto) con inclusione dello straordinario, delle ferie non godute e del ricalcolo dalla data di assunzione.

Seguono gli interventi di alcuni associati:

Un socio, premesso che il Fondo ha una sua unitarietà solidaristica, chiede se esistono formule tecniche di tipo legale per anticipare e fermare l’ipotizzata iniziativa aziendale intesa a “zainettare” le posizioni individuali degli attivi, ovvero dei passivi al fine di evitare di trovarsi di fronte a fatti compiuti e/o accordi già definiti.

Un altro socio aggiunge alcune altre motivazioni che possono indurci a promuovere l’iniziativa di un solo accordo con le OO.SS., quali lo squilibrio della rappresentanza degli iscritti a vantaggio degli attivi, l’opinabilità dei calcoli attuariali e l’unitarietà del regolamento immodificabile senza il consenso dei singoli iscritti.

L’Avv. Michele Iacoviello, premesso che il FIP Carige rientra tra i destinatari dell’art.2117 CC (e pertanto sottratto ad iniziative unilaterali), precisa che nessuno può obbligare i singoli, attivi o passivi, ad accettare uno zainetto al posto delle attuali prestazioni pensionistiche.
La particolare formulazione del regolamento e la sua dichiarata formula solidaristica, rendono possibile la diffida nei confronti della Banca a modificare le norme contrattuali senza l’adesione dei singoli iscritti e verso le OO.SS. a non rappresentare i pensionati in un’eventuale accordo aziendale.
In ogni caso non và trascurata la problematica fiscale connessa all’eventuale zainettizzazione che presenta elementi di incertezza circa l’impatto sull’importo netto teoricamente spettante al singolo individuo
Fra l’altro la materia è oggetto di interventi legislativi nell’ambito della normativa sulla concorrenza; quando sarà definita si potrà avere una più chiara visione del fattibile.
Considerato lo scenario contrattuale e normativo in cui la problematica va inserita si dichiara disponibile a predisporre e poi inviare una diffida in tal senso.

Un terzo socio interviene per riepilogare gli aspetti di rilievo sulle problematiche in essere, per esprimere la propria preoccupazione in relazione alle possibili evoluzioni e per formulare le raccomandazioni come dal testo di seguito riportato:

“Sono in vista, probabilmente a breve, trattative Azienda-Sindacati riguardanti le prestazioni del nostro Fondo denominato Fip, quanto meno formalmente per il personale in servizio.
Ma il nostro Fondo, com’è noto, è un unico “calderone”, patrimonio destinato esclusivamente –lo sottolineo - a pagare le prestazioni integrative, oggi a tutti i titolari o le titolari di pensione integrativa, ivi inclusa quella di reversibilità, e in futuro a tutto il personale attualmente in servizio che sia stato assunto in Carige prima del 1992. Quindi un accordo in materia ha comunque riflesso sul personale in quiescenza, se non altro per quanto riguarda la consistenza e la congruità della riserva matematica.
Non e’ legittimo che le OO.SS. da sole possano rappresentare tutti gli iscritti al Fip: infatti, per quanto riguarda i pensionati, esse non hanno titolo a rappresentarli, in primis per giurisprudenza consolidata, inoltre perché alcune delle Federazioni sindacali di categoria dei bancari non prevedono neppure per statuto aderenti al personale in quiescenza.
I singoli pensionati iscritti ad AS.PE., in quanto titolari di un contratto individuale derivante da uno scambio di lettere con la Banca, sono invece pienamente rappresentati dall’Associazione alla quale appartengono.
Perché, vista la trattativa probabile e il parere dello stesso avvocato, non ci attiviamo – intendo come Associazione – per intimare alla Banca, eventualmente per il tramite legale, di non dar corso a incontri aventi oggetto il Fip e la sua applicazione ai quali non partecipi una rappresentanza delegata a farlo dal personale in quiescenza, titolare dei diritti contrattuali di cui sopra?
Infatti, ribadisco, i pensionati e le pensionate sarebbero comunque oggetto degli effetti di eventuali norme innovative, anche se apparentemente esse riguardassero solo il personale in servizio.
La banca è tenuta comunque a garantire col suo patrimonio gli obblighi che il Regolamento comporta a favore degli aventi diritto al Fip. A tale scopo accantona a bilancio un fondo, che è esclusivamente destinato alle prestazioni integrative, oggi erogate al personale in pensione e domani da erogarsi a quegli aventi diritto che attualmente sono ancora in servizio.
Orbene, un eventuale riscatto/liquidazione delle quote individuali, peraltro non previste dal Regolamento del Fip, ove si dimostrasse compatibile con le norme di legge, non deve avvenire - anche se riguardasse solo il personale in servizio - senza garantire un effettivo controllo dei criteri e delle modalità di calcolo da parte di chi rappresenta legittimamente i pensionati.
Infatti nel fondo la riserva matematica è unica e, se ne porta via una buona parte, la garanzia del capitale di copertura risulta comunque ridotta. Anche se si è in presenza dell’obbligo aziendale di integrarla, come previsto dal Regolamento, non è affatto irrilevante se l’accantonamento si riduce.
Purtroppo risulta che le banche che hanno liquidato i loro fondi pensionistici con i cosiddetti “zainetti” hanno seguito criteri attuariali penalizzanti per il calcolo degli stessi, senza contare gli svantaggi di natura fiscale conseguenti alla liquidazione nonché il danno per chi vive più a lungo della media.
Occorre in ogni modo cercare di far valere i suddetti concetti. se non riesce a farlo la nostra associazione, non illudiamoci che ci pensi qualcun altro!”. (il Presidente ringrazia, osserva che molti degli argomenti sollevati sono già oggetto dell’azione dell’associazione e dispone la verbalizzazione del documento).

Alle ore 16:30, a conclusione di un ulteriore breve dibattito, l’Avvocato Iacovello ringrazia nuovamente tutti i convenuti per l’accoglienza ricevuta, saluta il Presidente e abbandona la riunione.

Il Presidente procede quindi alla lettura della relazione annuale:

Gentili Socie, cari Soci,
la nostra associazione, nel primo anno completo di attività, ha continuato a crescere con sorprendente rapidità e ha dimostrato di poter colmare un vuoto di rappresentatività dei pensionati del Fondo Carige, la sentita esigenza di non sentirsi isolati e di conoscere meglio i diritti individuali e collettivi del contratto pensionistico aziendale e, all’occorrenza, difenderli con la forza dei numeri e dell’indipendenza di giudizio.

Pur crescendo continuiamo ad essere inascoltati dalla Banca, o meglio da chi la rappresenta, con malcelata ostentazione, ma le nostre prese di posizione e le obbligate risposte individuali, per quanto stereotipate, aprono un capitolo nuovo nei rapporti con i pensionati, di cui l’azienda dovrà tener conto in occasione delle prossime mosse in materia di Regolamento FIP.
Al 31/12/2014 i soci erano 462 (+71.4%), oggi siamo 515 in continua crescita, solo per effetto del passaparola e dei contatti realizzati grazie ai pochi indirizzi disponibili.
Purtroppo, nel numero non compaiono più i colleghi che ci hanno lasciati dall’ultima assemblea: Alfredo Guarnieri , Luigi Zappini, Emilio Molinari, Carlo Agostini, Francesco Fusaro e Giuseppe Bertucci che molti di noi conoscevano da una vita. Rivolgiamo a loro un caro ricordo e un grato pensiero anche per aver condiviso sin dall’inizio la nostra esperienza.

Al di là dei numeri, peraltro essenziali nel determinare il successo della nostra iniziativa e per disporre delle risorse necessarie per le attività più impegnative da intraprendere, è confortante notare che si sta ricreando fra i soci quel clima di colleganza e di rinnovata amicizia che rischiava di svanire a causa della dispersione territoriale e della perdita di prestigio della Banca, alla quale un tempo si continuava a rimanere affettivamente legati anche dopo il collocamento a riposo.

Non è questa la sede per analizzare la storia e il contesto che hanno determinato la crisi (ognuno di noi se n’è certamente fatto un quadro personale che, per quanto mi riguarda, è desolante, ma non esente dalla generale decadenza dei valori pubblici ed etici della nostra società civile).
La nuova gestione cerca di porvi riparo con i classici metodi applicati a tutte le ristrutturazioni aziendali, probabilmente gli unici in grado di dare risultati immediati, ma non basta tagliare, bisogna anche ricucire con equità, credibilità e trasparenza.

Invece, la nuova Amministrazione, almeno nei rapporti che ci riguardano più da vicino, sembra seguire le orme della precedente, ripetendo in tutte le occasioni il ritornello di applicare da sempre correttamente le norme contrattuali e di legge (“un atteggiamento pienamente rispettoso delle disposizioni normative che regolano la materia, in continuità con i comportamenti fin qui costantemente osservati” - cit. lett. 17/4/14 Presidente Carige).

L’Azienda rifiuta il dialogo e ignora l’esistenza dell’Associazione per non riconoscere la rappresentanza dei pensionati e non attuare l’Organismo partecipativo nelle forme previste dal Regolamento FIP, anche nel tentativo di depotenziare le richieste economiche dei singoli confidando nei tempi lunghi della giustizia e nelle rinunce volontarie o a causa della prescrizione legale.
Non so se serve a consolarci, ma la situazione è analoga a quella delle altre 40 AsPe bancarie federate in FAP Credito. Dal 2014 ci siamo associati alla Federazione nazionale, con cui collaboriamo e ricorriamo per informazioni e consulenza legale, tramite l’Avv. al quale abbiamo affidato, a fronte di compensi che definirei amichevoli, il parere pro-veritate sul minimo FIP e la revisione dell’esposto alla Co.Vi.P.

La cronologia dell’intensa attività di As.Pe. nel corso dell’esercizio, in gran parte è registrata nel nostro sito Internet, gestito da Gianfranco Uber, con oltre 30 comunicati a carattere informativo e propositivo. In particolare ricordo la campagna, tutt’altro che esaurita, per l’attuazione dell’art. 6 del Regolamento con elezione di un Organismo rappresentativo degli iscritti al FIP, dove il personale in quiescenza costituisce la maggioranza; l’Azienda ha eretto un muro a tutte le nostre richieste, trincerandosi dietro un accordo sindacale approntato al solo scopo di eludere il problema.

Lo stesso atteggiamento di chiusura lo abbiamo constatato in occasione delle richieste, notificate da circa 200 nostri soci, di ricalcolare la pensiona minima garantita dal FIP con la rivalutazione annuale ISTAT prevista dall’accordo sindacale del 12/2/1997, bloccate senza contradditorio a seguito dell’entrata in vigore della legge della perequazione automatica annuale sul cumulo delle pensioni, mentre secondo autorevoli pareri legali l’istituto del minimo fa parte dei parametri contrattuali retributivi su cui si calcola la prima pensione integrativa a prestazioni definite.

Anche ad altri soci che hanno chiesto il riconoscimento della quota di perequazione 1998-1999-2000, a suo tempo non corrisposta dal Fondo ed erogata in forza di sentenza ai pensionati che hanno intentato due cause su quella materia, la risposta è stata strumentalmente negativa.

Per questi e altri motivi, quali l’evidenza contabile a bilancio dei beni in cui è investito il Fondo, nonché il privilegio previsto dall’art. 2117 del CC, pur in presenza della garanzia della Banca a mantenere capiente la riserva matematica, in data 5/11/2014 è stato presentato un documentato esposto alla Co.Vi.P., un passo dovuto più che altro per individuare le materie che l’Organo di Vigilanza ritiene di propria competenza e quelle che tacitamente o motivatamente rinviano ad altri giudici.

Per il parere sul minimo FIP e per la revisione dell’esposto-reclamo alla Co.Vi.P. ci siamo rivolti allo Studio dell’Avvocato Michele di Torino, legale di fiducia della Federazione delle As.Pe. FAP Credito, cui siamo associati dal 1/1/2014, specializzato nella complessa materia delle norme di legge sui Fondi pensione e nelle vertenze pensionistiche istituzionali e individuali, anche in qualità di cassazionista, apprezzandone l’esperienza e la storia della sua attività in favore della categoria, non disgiunta dalla disponibilità a prestabilire una ragionevole misura dei suoi compensi fissi e variabili per la difesa in giudizio dei nostri soci.

As.Pe. ha esaminato i rendiconti periodici della Banca Carige e ha partecipato a tutte le assemblee societarie nella sua qualità di piccolissimo azionista in proprio e per delega, affiancata da un certo numero di soci in proprio, facendo mettere a verbale interventi di valore simbolico, peraltro utili a definire la posizione critica della nostra Associazione nei confronti della passata gestione per la culpa in vigilando e della nuova per gli atti aventi riflessi economici e giuridici sulla gestione del Fondo.

L’approvazione del piano di ristrutturazione, con un aumento di capitale deliberato un anno prima sulla base di una situazione ancora in via di deterioramento, che si è rivelato subito insufficiente ed ha provocato ulteriori forti perdite sulla quotazione del titolo, oggi in relativa ripresa dopo l’intervento di un socio forte e l’attesa della formazione di una compagine stabile di controllo, che in ogni caso segna la fine di un’ istituzione bancaria secolare, tradizionalmente legata al territorio di elezione.

Lo scorso anno abbiamo stipulato una convenzione con UPBN-Cattolica per la polizza sanitaria, complessivamente molto equilibrata rispetto ai premi e alle coperture, liberamente sottoscrivibile e operante sino all’86° anno di età, sia per venire incontro alle esigenze di coloro che ritenevano troppo cara la Caspie o che non ne avrebbero più potuto fruire per motivi di età. La Banca ha addirittura abolito, per i pensionati, la possibilità di sottoscrivere la versione TOP, comunicando il recesso a polizza scaduta, senza darne un preavviso utile per la ricerca di una nuova copertura assicurativa. Tale comportamento è assai censurabile atteso che Carige ne era al corrente sin dal maggio 2014! La nostra convenzione ha risolto il problema di molti colleghi (circa 100), i quali peraltro si sono dovuti addossare 4 mesi di carenza contrattuale; anche in questa occasione la Banca ha dimostrato scarsa attenzione nei confronti dei propri pensionati, che pur pagavano l’intero premio assicurativo, senza nemmeno preoccuparsi del rispetto formale dei rapporti di una civile comunicazione.

Non tutta la nostra attività è rivolta alle problematiche del Fondo; nei limiti del possibile cerchiamo di dare ai soci notizie utili e tempestive in merito a novità previdenziali, assicurative e fiscali con comunicati pubblicati sul nostro sito Internet o mediante consulenza individuale presso la nostra sede.
Molte di queste innovazioni richiedono il passaggio dalle attività manuali a quelle on line, anche per semplici fini informativi; molti soci lo considerano un ostacolo insormontabile, anche disponendo degli strumenti informatici e dei collegamenti Internet necessari, eppure i vantaggi pratici in prospettiva allargati a qualsiasi esigenza personale meriterebbero lo sforzo dell’esercizio tecnico culturale iniziale.
La rivoluzione delle comunicazioni interpersonali e aziendali provocata dalla posta elettronica ne è un esempio, che tra l’altro ci consente di gestire l’Associazione con costi limitatissimi e tempestività d’informazione, nonostante la non totale diffusione e qualche vuoto nelle risposte.

Nel corso dell’esercizio, gli undici Consiglieri, fra cui Riccardo Puccio che ha sostituito Franco Bisso, dimissionario per motivi famigliari ma che all’occorrenza continua a dare una mano, hanno svolto un’intensa attività di presidio della sede e di collegamento telefonico con gli iscritti, suddividendosi i compiti amministrativi, sempre più gravosi per la complessità delle materie trattate e per numero di soci. Devo ringraziare, in particolare, il Vice Presidente Giorgio Guglielmi per l’assidua presenza in sede e la proficua attività organizzativa, il Consigliere Carlo Arzani per l’indispensabile know how giuridico e contrattuale in materia pensionistica, il Tesoriere Angelo Di Salvo per la precisione nella tenuta dei conti e l’aiuto nei controlli, il Segretario Matteo Lantero per il tempo speso nei contatti con i soci di persona e tramite il cellulare di servizio anche nei giorni di chiusura della sede, di Giuseppe Mongiardino per la tenuta dei rapporti con gli Enti gestori della polizza sanitaria, di Riccardo Puccio per la revisione dei conteggi delle vertenze in corso, senza dimenticare l’opera svolta da Anna Cardinale, Benedetto Frixione, Nando Calabrese e Stefano Ferrari nell’evasione di molti adempimenti di sede e nelle campagne di acquisizione di nuovi soci.
L’attività di volontariato, offerta dai singoli responsabili senza alcun rimborso spese, e l’adattamento alla collocazione logistica attuale in coabitazione, ottimale dal punto di vista economico, molto meno sotto il profilo funzionale, hanno permesso di contenere i costi di gestione e di accumulare avanzi di gestione per le future esigenze istituzionali. Se finora siamo riusciti a sopperire a tutte le esigenze, non vuol dire che non si presentino in prospettiva dei problemi che responsabilmente devono essere qui ricordati.
Tutto ormai dipende, anche nel nostro piccolo mondo, dall’uso del PC, per cui, se si desidera che la nostra Associazione si sviluppi ed abbia un futuro, è necessaria la generosa collaborazione di soci esperti o perlomeno giovani di spirito con la voglia di aggiornarsi, prima in affiancamento e poi in avvicendamento. In un’associazione di pensionati l’età media è giocoforza elevata, ma l’esperienza e l’impegno dei responsabili devono servire da esempio per la formazione di nuovi incaricati, senza altra contropartita se non quella di sentirsi utili per sé e per gli altri.

Lo scopo principale della nostra missione è la valutazione della natura giuridica del Fondo e della sua congruità nei bilanci della Banca per la tutela dei diritti acquisiti dei pensionati, che in altre realtà bancarie, specie in occasione di fusioni e ristrutturazioni sono stati messi fortemente in discussione o modificati in pejus con accordi sindacali. Nel nostro caso, la garanzia contrattuale individuale ci fornisce una tutela in più, ma occorre vigilare per prendere tempestive contromisure nel caso qualcuno pensasse di dimenticarsene come nel caso dell’Organo di rappresentanza degli iscritti.

Per ultimo sembra che anche la nostra Banca sia intenzionata a liquidare il Fondo per il personale in servizio, mediante la corresponsione del capitale attuariale maturato da ciascun iscritto al netto delle tasse (i c.d. zainetti) su base volontaria, che in un secondo tempo potrebbe essere estesa ai pensionati. L’operazione avrà facilmente il placet sindacale e probabilmente le inerenti autorizzazioni attuative, ma bisogna vedere come e con quali parametri verrebbe calcolato il capitale attuariale, perché è sopratuttto sotto questo profilo che l’eventuale proposta può essere accettata a livello individuale e quindi considerata adeguata sui grandi numeri a livello collettivo.
Non a caso Azienda e Sindacati hanno concordemente bypassato il Regolamento del FIP per escludere l’elezione da parte dei pensionati dell’Organismo dei rappresentanti, che a sensi di contratto dovrebbe essere ascoltato in tutti i casi di importanti innovazioni delle norme in esso contenute; vedremo se e come si svilupperanno le proposte, pronti ad intervenire tempestivamente qualora occorra.

Se c’è ancora qualcuno fra i non iscritti ad avere dubbi sull’utilità della nostra Associazione potrebbe ricredersi, se non altro per il fine solidaristico e il piacere di continuare a stare insieme, fruendo della possibilità di districarsi in tempo reale nel ginepraio delle norme pensionistiche, di conoscere meglio i propri diritti e di fruire di favorevoli condizioni assicurative sanitarie, a fronte di una quota associativa modesta ed equamente parametrata per categorie.

Affinché rimanga invariata convincete altri colleghi ad associarsi e aiutateci a ridurre le spese di gestione rispondendo alle nostre mail o, in mancanza, agli sms, visitando con regolarità i comunicati sul sito Internet e conferendo delega Sepa per il pagamento continuativo della quota sociale … e veniteci a trovare in sede, nell’abbaino di vico Falamonica con terrazzo incastonato nei tetti del Centro storico con vista del palazzo Banca Carige.

La relazione viene approvata per acclamazione, compresa la delega al Presidente di valutare in Consiglio Direttivo la questione della diffida in merito ad eventuali accordi di liquidazione del Fondo senza la partecipazione e il consenso dei pensionati iscritti, cui fanno seguito gli intervernti di alcuni associati:

Un socio chiede se per almeno un giorno alla settimana potrebbe essere possibile estendere al mattino l’orario di apertura della sede sociale (il Presidente assicura che saranno fatti sondaggi ed eventuali trattative con l’associazione che conduce i locali).

Un altro socio chiede se non potrebbe essere meglio che la diffida fosse presentata direttamente da ogni singolo associato (il Presidente, anche per ribadire la rappresentatività di As.Pe., esclude che l’attività dei singoli possa risultare più efficace di un’azione collegiale).

Un socio chiede se le iniziative sul fondo, portate avanti con il supoporto di As.Pe. possano comportare una qualche forma di ritorsione nei confronti dei pensionati, come, tra l’altro, sembra sia stato evidenziato da alcuni rappresentanti sindacali (tutt’ora in servizio). Spera che si tratti di iniziative isolate, comunque indegne di chi fa circlare tali voci, ma ricorda il contenuto della lettera dal tono intimidatorio trasmessa lo scorso anno dal Presidente della Banca in occasione della richiesta individuale per l’istituzione dell’Organo di rappresentanza previsto dal Regolamento. (Il Presidente non ritiene possibili iniziative del genere che, se veritiere, sarebbero prima di tutto profondamente squalificanti per chi vi dà corso, essendo la difesa in giudizio un diritto costituzionale di ogni cittadino; non esclude però che un atteggiamento del genere possa essere influenzato da quanto accaduto alla CR di Firenze dove la banca ha dichiaratamente punito i pensionati abolendo il contributo per la polizza sanitaria proprio perché attori di un’azione giudiziaria nei confronti della Banca, subendo però un’immediata condanna dal Tribunale di Firenze).

Un altro socio chiede notizie circa la consistenza e liquidità delle attività in cui è investito il Fondo (il Presidente ricorda che in altri tempi la composizione del Fondo era individuata a bilancio dai beni di destinazione, dei relativi redditi di capitale e delle contribuzioni della banca e dei singoli iscritti; attualmente il Fondo figura solo come un impegno della Banca a garantire la copertura del capitale attuariale delle pensioni integrative e pertanto la liquidità del fondo è garantita dalla solidità prospettica della Banca).

A conclusione della presentazione e prima di passare all’approvazione del bilancio 2014 il Presidente invita il Tesoriere, Angelo Di Salvo, affinchè sottoponga ai convenuti la

Relazione sul Bilancio dell’esercizio 2014

il Tesoriere ricorda che l’esercizio 2014 è il primo riferito ad un anno solare completo, e che pertanto un confronto con il 2013 non è significativo, sia perché l’ attività dell’ anno precedente è stata limitata a poco più di 8 mesi, sia per la diversa tipologia di spese; nel 2013 la maggior parte di spesa era relativa all’ avvio (convocazione assemblee, investimenti in tecnologia, impianti e attrezzature, registrazione atti, ecc.), nel 2014 sono invece prevalse spese per l’attività ordinaria.
Il bilancio si chiude con un avanzo di esercizio di € 2.351,15 che sommato a € 2.641,56 iniziali comporta un avanzo di € 4.992,71, da riportare a nuovo.
Le quote ordinarie dei soci aderenti ammontano ad € 7.385, superando le previsioni formulate ad inizio d’anno (€ 7.000,00); al 31/12/2014 figurano € 3.044,00 già anticipati per quote afferenti l’anno 2015.
Le spese sostenute ammontano a € 5.504,08 e riguardano, per la maggior parte, i costi di sede (€ 1.918,97) dovuti all’utilizzo dei locali, all’acquisto di ulteriore attrezzatura e all’onorario riconosciuto all’ avv. Iacoviello (costi peraltro già previsti ad inizio d’anno).
L’Associazione ha partecipato, su indirizzo a maggioranza del Consiglio Direttivo, all’aumento di capitale deliberato dalla Banca Carige nel corso dell’ anno; il notevole deprezzamento del corso delle azioni ha poi determinato una perdita di € 346,88, ripianata personalmente dal Presidente, con una donazione di €.350,00.
Le altre spese generali risultano assai contenute nonostante l’incremento dell’attività svolta a favore dei singoli aderenti che sempre più numerosi si rivolgono alla nostra associazione.

Relazione del Collegio dei Revisori dei conti

Il socio revisore Armando Botto, procede alla lettura della relazione del Collegio dei Revisori dei Conti dalla quale si evincono la corrispondenza tra le componenti della situazione patrimoniale e i risultati del bilancio consduntivo di esercizio 2014 e il parere favorevole all’approvazione del bilancio consuntivo così come disposto dal Consiglio Direttivo; il bilancio al 31/12/2014 e la relazione dei revisori dei conti costituiscono parte integrante del presente verbale.

Il Presidente invita quindi i convenuti a votare per l’approvazione del Bilancio dell’esercizio 2014 e della relazione del Collegio dei Revisori dei Conti.

L’assemblea approva all’unanimità, nessun voto contrario, astenuti per atto dovuto i soli membri del Consiglio Direttivo.

Causa legale sul minimo garantito dal Fip

Superata la relazione in quanto argomento ampiamente discusso ai punti precedenti, il Presidente sottopone alla ratifica dell’Assemblea le decisioni assunte dal Consiglio Direttivo, che pur non riguardando le scelte e le spese di pertinenza esclusiva dei singoli interessati, necessitano di un fermo sostegno assembleare circa le modalità con cui sono state attuate e per le eventuali spese emergenti d’interesse generale.
L’Assemblea approva all’unanimità.
Partecipazione all’assemblea annuale degli azionisti Banca Carige

Il Presidente precisa innazitutto che si tratta di una questione molto delicata; presso altre banche si sono costituite associazioni dei piccoli azionisti specificamente dedicate a questa materia (con tutti gli oneri formali che ne conseguono) e, nei casi delle popolari, sono state proposte anche delle candidature.
Recentemente la Dircredito ha promosso un’associazione ad hoc, ma le incertezze sulla composizione azionaria della Banca e la diluizione del prossimo aumento di capitale rendono ogni iniziativa scarsamente incisiva.
Appare questa una strada difficilmente percorribile dalla nostra Associazione.
In conclusione propone pertanto di non conferire incarichi all’associazione, ma di partecipare numerosi all’assemblea o di conferire delega ad altri soci in modo da dar maggior valore all’intrervento di As.Pe. in assemblea sui temi che saranno esaminati nel prossimo Consiglio Direttivo previa analisi ddei documenti contabili di Carige, oggi pubblicati.

L’Assemblea prende atto

Varie ed eventuali
Un socio interviene per ringraziare il Presidente a proposito della personale donazione per il ripianamento della perdita sulle azioni Banca Carige intestate ad As.Pe. e propone che ai singoli consiglieri siano riconosciute e rimborsate le spese vive sostenute nell’espletamento degli incarichi sociali, eseguiti anche al proprio domicilio (il Presidente prende atto, ringrazia e conferma che i consiglieri tutti operano col massimo spirito di volontariato e senza alcun compenso e/o rimborso personale, se non nel caso di missioni esterne “comandate” su delibera del Consiglio Direttivo).


Alle ore 18,00 – null’altro essendovi da deliberare – il Presidente dichiara conclusa la riunione.

Il Segretario                                                                          Il Presidente
      (Giorgio Guglielmi)                                                               (Giovanni Lo Vetere)

martedì 14 aprile 2015

COMUNICATO N. 39 - Assemblea ordinaria e straordinaria Banca Carige

Si ricorda, rinviando al sito Investor Relations - GRUPPO CARIGE per ogni maggior precisazione e dettaglio, che Giovedì 23 aprile 2014 alle ore 10.30, presso il Centro Congressi Magazzini del Cotone, si terrà l’Assemblea ordinaria e straordinaria della Banca Carige, per l’approvazione del bilancio d’esercizio 2014 (parte ordinaria) e un nuovo aumento di capitale di € 850 milioni, previo raggruppamento dei titoli in ragione di 1 azione ogni 100 azioni ordinarie esistenti (parte straordinaria).

Sono altresì all’ordine del giorno numerose modifiche statutarie della governance, prevalentemente collegate al nuovo assetto proprietario e dirigenziale della Banca.

I nostri soci, titolari di azioni Carige, che intendono conferire delega per la suddetta assemblea possono consegnare i biglietti di ammissione presso la nostra sede, in vico Falamonica 1/12 sc.d nell’orario d’ufficio.

Le deleghe preventivamente concordate e riempite con il nome del delegato possono essere spedite o depositate nella cassetta delle lettere nell’androne del palazzo della sede sociale, altrimenti è necessario prendere contatti con la Segreteria di As.Pe. per attribuire la delega a un Consigliere o ad altro Socio partecipante senza superare il limite statutario di 20 per ciascun delegato.

Si ricorda che i biglietti di ammissione sono emessi da qualsiasi sportello della Banca Carige entro Lunedì 20/4 p.v. indipendentemente dalla dipendenza di appoggio della custodia titoli.

I soci che intervengono in proprio e desiderano coordinarsi con As.Pe. Carige sono pregati di segnalare l’intenzione a partecipare all’assemblea (non occorre comunicare il numero delle azioni detenute).