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BENVENUTI IN AS.PE. CARIGE!

l'Associazione no profit costituita nel 2013 tra i Pensionati di Banca Carige per tutelare i diritti e gli interessi economici e morali in materia previdenziale, sanitaria e assistenziale dei propri Associati rappresentandoli e assistendoli nei rapporti con il Gruppo Banca Carige, il Fondo integrativo pensioni interno, l'INPS e gli altri enti assicurativi e finanziari pubblici e privati del settore.

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giovedì 25 febbraio 2016

COMUNICATO N.58 - Conciliazione sindacale del 22 febbraio 2016. Atto finale di liquidazione del Fondo. Comportamenti posti in essere.


 
Il 22 scorso è andato in scena l'ultimo atto di liquidazione, per la maggior parte delle posizioni pensionistiche in capo al (nostro) F.I.P. Le adesioni dei nostri soci sono state pari al 73,5% in massima parte dovute al repentino peggioramento della situazione borsistica e del sistema creditizio, e di Carige in particolare, da metà gennaio in avanti.
Dopo avere puntualmente relazionato i nostri soci su questa imprevedibile vicenda (chi vuole ripercorrerne le tappe può' rivedere le nostre Comunicazioni n.42-46-49-50-51-52-55-56 e 57), riteniamo doveroso informare gli associati interessati del comportamento censurabile adottato nel tardo pomeriggio di tale giornata nei confronti dei molti soci che hanno recentemente  presentato ricorso giudiziale per ottenere l'aggiornamento del loro minimo garantito (non riconosciuto dalla banca), e che ora, valutati i rischi prospettici, hanno ritenuto preferibile aderire alla proposta di liquidazione in un'unica soluzione della propria rendita pensionistica.
L'informazione ci perviene da alcuni nostri soci presenti ed inseriti nel  gruppo di aderenti all'offerta, comprendente la  maggioranza  dei  ricorrenti per il riconoscimento del minimo garantito.

Riportiamo, pertanto, di seguito lo stralcio di 5  tra le segnalazioni pervenuteci sul punto, da cui si evince che nella documentazione predisposta dalla Commissione "paritetica" per la conciliazione (che in teoria dovrebbe essere ultra partes)  è stato inserito anche il testo di un atto di revoca per l'assistenza da parte dell'avvocato indicato da Aspe, assolutamente non richiesto e non  necessario in quanto già l'atto di conciliazione prevedeva espressamente la ...." rinuncia irrevocabilmente al ricorso proposto nei confronti da Banca Carige ..."; inoltre gli atteggiamenti posti in essere da taluni addetti ai lavori sono stati ritenuti censurabili se non addirittura vessatori.  Atteggiamenti che proprio mal si conciliano con la richiesta (sbandierata in tutti i modi) di Carige di reinvestire i capitali corrisposti in conti e prodotti della banca.
Ci aspettavamo che, dopo la mozione approvata e sottoscritta dall’Assemblea del 18/1 u.s. indirizzata a tutti gli Organi di Vigilanza, ed in particolare alla Co.Vi.P. per gli aspetti riguardanti la mancanze di trasparenza di tutta l’operazione, la Banca desse almeno qualche informazione verbale di dettaglio nel corso della riunione, invece molti hanno notato soltanto la supponenza di chi si sente coperto da un Organo burocratico sordo (in tre anni, nessuno nostro motivato reclamo ha mai avuto risposta, nemmeno su punti di esclusiva competenza dell’Ente) a qualsiasi istanza da parte delle Associazioni dei Pensionati, che istituzionalmente dovrebbe tutelare.
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Segnalazione n.1 ad AsPe
“”… In attesa dell'accredito della rendita  pensionistica.... vorrei parteciparvi la..... messa in atto della Banca Carige e riservata ai pensionati dell'ultimo turno delle 18,30 :
- senza alcuna indicazione da parte degli addetti (facenti funzione di uscieri) all'ingresso,
- ci siamo assemblati in uno spazio ristretto, dal quale si supponeva ritirare... il numero ? ...la cartellina ?....
- non vi sto a tediare sul tempo trascorso prima di capire  che c'era una pseudo divisione in ordine alfabetico.... esposizione poco più in alto del livello dei banconi e alle spalle dei vari colleghi che in perfetta espressione  (omissis)  passatemi il termine.... pretendevano di consegnare la cartellina solo dopo il "ricatto", ossia la firma delle quattro copie di revoca del mandato.
Naturalmente molti pretendevano di leggerla prima di firmare .... (ma non volevano che si allontanassero...) .... Molti non avevano ancora capito la differenza tra rinuncia e revoca, tanto più che il .... biondino..... uno dei "cari colleghi" continuava a dire che era lo stesso .... (omissis).
Dopo avere spintonato nella folla.... sono riuscito ad approcciare il tizio addetto alla mia lettera che, consegnandomi la cartellina e le 4 copie di revoca, prima di spuntare i suoi prospetti mi ha chiesto se aderivo alla revoca...(omissis)....io ho ribadito che firmavo la rinuncia ma non la revoca e finalmente mi ha consegnato il tutto.
Una volta nel salone, in attesa dell'inizio della rappresentazione...(omissis)....ho preso atto che i sindacalisti convenuti erano, con tutto il rispetto dovuto, fra i più scarsi........ e sicuramente non in grado di capire che cosa succedeva ....(omissis).....
Tutto questo ha causato innumerevole ritardo nell'inizio della lettura dei due tipi di verbali (colleghi con pensione differita e ... con il ricorso) pertanto non si è potuto procedere a qualche domanda di chiarimento... (omissis).
Comunque ASPE ha dato molto fastidio e in maniera molto maleducata ed arrogante ..(omissis).. si è reso disponibile per dare ulteriori chiarimenti escluso ai nostri iscritti. ....(omissis) ........
Vi risparmio il mio disgusto e la....dietrologia sull'accaduto.””
Segnalazione n.2 ad As.Pe.
“”Vorrei solamente in occasione di questo evento... farvi partecipi del mio senso di disagio ed anche disgusto che ho provato ieri nel recarmi all'appuntamento.....
Intanto, almeno nel nostro caso (ndr ore 18,30), non ci è stato un minimo ordine nel farci dirottare verso la nostra postazione alfabetica, ammassati l'uno contro l'altro come cavallette, ed inoltre l'imposizione che veniva fatta a molti colleghi obbligandoli a firmare la revoca del mandato ..... Detta proposta è stata fatta anche a me, anzi quasi un obbligo, e quando ho detto che non ci pensavo affatto a firmare, il collega .....(omissis)......quasi mi ha tirato dietro il fascicolo, invitandomi a recarmi in sala.... (omissis).
Senza parlare poi della frase ironica detta su ASPE, come dire che a loro non fa certo paura...... questo Signor ....(omissis)..... che, non so che figura sia, ma certo non emula i suoi predecessori....(omissis).””

Segnalazione n.3 ad As.Pe.
“”Vi comunico di avere accettato l'offerta.......... Con tutta onestà per quanto concerne la revoca del mandato all’avv. Iacoviello debbo precisare che non so se l’ho data o meno poiché, nella ressa e confusione, mi è stata sottoposta in modo subdolo per la firma una lettera senza rendermi edotta del suo scopo e contenuto: erano 4 copie ed ho fatto appena in tempo a leggere che negli indirizzi c’era anche lo Studio legale Iacoviello, alla mia legittima richiesta di averne copia, mi è stato risposto “NO NON E’ POSSIBILE”. (omissis) Il mio carattere debole non mi ha permesso di contestare immediatamente il fatto. Ma trovo questo comportamento, per me inaspettato, non propriamente consono all’ambiente in cui mi trovavo.””

Segnalazione n.4 ad As.Pe.
“”La presente per ringraziare il Presidente e i colleghi dell’As.Pe. che, specie in quest’ultimo periodo, hanno dedicato tempo pazienza ed energie per soddisfare tutte le nostre più svariate richieste. E' mia viva intenzione rimanere socia e in contatto con Aspe anche in futuro, nonostante io abbia firmato per l’accettazione dello zainetto. La disponibilità, la stima e la cortesia che ho avuto è ben lontana dall’aria che ora si percepisce in quella che io chiamavo "La mia Banca". La riunione del 22 Febbraio ne è la prova!””

Segnalazione n.5 ad As.Pe.
“”… Sono tra coloro i quali hanno sottoscritto il verbale di conciliazione nella serata di lunedì ed ho vissuto l'amara esperienza dell'epilogo del mio rapporto con Banca Carige. Ammesso, con centinaia di colleghi, all'interno della struttura di Sarzano ho dovuto constatare che l'organizzazione era, ad essere indulgenti, molto approssimativa: in una calca indescrivibile, che poteva mettere a rischio l'incolumità dei partecipanti, si dovevano raggiungere, senza una pre-canalizzazione per lettera iniziale del cognome, i banchetti divisi per gruppi. Raggiunta a fatica la meta, l'addetto chiedeva a ciascuno, cercando di farsi comprendere nell'immaginabile frastuono, se avesse partecipato alla causa per il minimo, nel qual caso doveva sottoscrivere la rinuncia in quattro esemplari. Il sottoscritto, come altri, ritenendo che il documento fosse a latere e dunque ad integrazione dell'accettazione dello zainetto, con difficoltà firmava e restituiva tre esemplari, ovviamente senza poter leggere quanto sottoscritto. Appena svincolato dalla calca riuscivo a leggere ciò che mi avevano sottoposto ed appena possibile ritornavo alla postazione per significare la mia contrarietà a quanto avevo, con leggerezza, ma, purtroppo, fidandomi, firmato. Mi veniva obiettato che sottoscrivendo la rinuncia all'azione legale non aveva senso che non procedessi contestualmente alla revoca del mandato all'Avv. Iacoviello; in effetti quanto avevo sottoscritto non era una semplice rinuncia alla causa vs. Carige, ma una formale comunicazione di rinuncia e di revoca del mandato diretta all'avvocato. Ovviamente obiettavo che non intendevo revocare il mandato all'avvocato e che, comunque i rapporti con il legale intendevo gestirmeli autonomamente; quindi chiedevo ed ottenevo la restituzione degli esemplari firmati.
Altri colleghi non hanno ottenuto la restituzione o non se la sono sentita di chiederla, mentre altri ancora, che avevano avuto modo di leggere la comunicazione o che erano stati avvertiti del contenuto, avevano rifiutato di sottoscriverla. Per questi motivi risulta particolarmente opportuna la vostra comunicazione in data 23 febbraio, perchè temo che molti colleghi, anche soci As.pe, abbiano, involontariamente, manifestato l'opposto della loro volontà. Spiace constatare che la "nostra" Azienda ritenga che i suoi ex-collaboratori siano afflitti da degrado intellettuale e culturale, tanto da dover loro impartire non richieste lezioncine sul "bail in" o sulla valutazione della solidità delle banche o di dover predisporre delle semplici lettere per gestire per loro conto i rapporti con il loro legale. Ma, forse, in quest'ultimo caso le motivazioni sono ben altre...””
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Continuano ad arrivare lettere dello stesso tenore, che per ragioni di spazio, non pubblichiamo, sperando che la Banca si accorga, proprio perché i tempi sono più difficili di una volta, che la fiducia della clientela si acquista con fatica e si perde facilmente quando manca uno stile aziendale riconoscibile e apprezzato in qualsiasi tipo di rapporto contrattuale e interpersonale, quale in questo caso la grande maggioranza degli ex dipendenti.