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BENVENUTI IN AS.PE. CARIGE

libera associazione no profit, costituita nella primavera 2013 fra pensionati, ex dipendenti di Banca Carige, già Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, per tutelare i diritti e gli interessi economici e morali dei propri Associati in materia previdenziale, sanitaria e assistenziale rappresentandoli e assistendoli nei rapporti con il Gruppo Carige, l’INPS e gli altri enti assicurativi e finanziari del settore, pubblici e privati.

Per maggiori informazioni consultare le pagine elencate nella colonna a fianco ------------------------------------->


venerdì 15 novembre 2019

COMUNICATO N. 132 – RICORSO CONTRO IL BLOCCO DELLA PEREQUAZIONE PER GLI ANNI 2019/21 E CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’

Numerosi Soci richiedono un parere circa una comunicazione pervenuta dallo studio legale Jacoviello con la quale si segnala che la Corte dei Conti della Regione Venezia Giulia ha trasmesso alla Corte Costituzionale gli atti di un contenzioso in merito dell’incostituzionalità delle norme che hanno a suo tempo disposto una pesante riduzione della perequazione e l’introduzione del nuovo contributo di solidarietà per gli anni 2019-2021.

Lo studio Jacoviello intenderebbe intraprendere due azioni collettive finalizzate l’una alla rimozione del blocco e l’altra all’abolizione del contributo e propone a quanti possano essere interessati la partecipazione a tariffe convenzionate (€. 126,88 per la vertenza perequazione e €.380,64 per contestare il contributo solidarietà) oltre un compenso aggiuntivo pari al 10% di quanto ottenuto in caso di vittoria.

L’iniziativa dello studio fa seguito a quanto già segnalato con il comunicato N. 124 del 14 giugno 2019, al quale si fa espresso rinvio, e pur considerando che il costo appare contenuto e che le modalità di adesione siano abbastanza semplici occorre ricordare che l’analogo contenzioso instaurato per annullare il blocco della perequazione del 2012-2013 ha avuto un iter molto osteggiato dal Governo e un esito finale non positivo.

Si osserva, altresì che ove la Corte riconoscesse l’incostituzionalità delle norme la pronuncia avrebbe valore anche nei confronti di chi non avesse partecipato al contenzioso.

Premesso che aderire o meno al contenzioso proposto è lasciato alla discrezione dei singoli evidenziamo che a nostro avviso i soci possono attendere l’evoluzione della situazione visto che, in caso di dichiarata incostituzionalità delle norme penalizzanti, i termini di prescrizione per richiedere giudizialmente quanto spettante sono di tre anni per la pensione INPS e cinque per quella FIP.

Considerato infine che la generalità dei soci potrebbe trarre un vantaggio economico immediato ed uno duraturo dall’eventuale eliminazione del blocco o del nuovo contributo, informiamo che a titolo cautelativo As.Pe. assisterà due soci che si sono volontariamente resi disponibili per l’avviamento di un contenzioso individuale a titolo di causa pilota a valere per ogni seguito meglio visto.





lunedì 21 ottobre 2019

COMUNICATO N.131 - Intervento del Presidente Giovanni Lo Vetere all’Assemblea straordinaria di Banca Carige del 20/9/2019

Dichiaro sin d’ora che As.Pe. e i suoi Soci, qui presenti in proprio o per delega, voteranno a favore dell’aumento di capitale e dell’aggregazione bancaria individuata dai Commissari Straordinari d’intesa con il FITD.
Anche perché questa proposta proviene da persone senz’altro serie e competenti, non devo dirlo io, ma hanno messo tutta la loro passione, come abbiamo sentito in apertura di questa riunione; e la passione è molto importante in una situazione delicata come questa.
Avremmo preferito la soluzione stand alone, ma riteniamo che con la disastrosa eredità di perdite e rischi che pesano sul bilancio, la Banca non possa più permettersi le incertezze di gestione e le conflittualità emerse nel corso di una fin troppo lunga fase di ristrutturazione.
Una ristrutturazione ha senso solo se è in grado di ripristinare la redditività, ma per farlo bisogna recuperare la fiducia della clientela, sconcertata e offesa dagli eventi.
Non è più possibile rimarginare le ferite subite da azionisti grandi e piccoli (questi ultimi molto frazionati, ma complessivamente più penalizzati), ma votiamo sì per salvare il salvabile, che non è cosa di poco conto se si considerano cinque secoli di tradizione bancaria, un know how di capogruppo e un efficiente sistema di banking on line.
Pensiamo che sia ancora possibile preservare un marchio un tempo prestigioso e un operatore del credito che non ha perso del tutto la fiducia di migliaia di famiglie e di piccole imprese; un valore intangibile che non può prescindere, però, dall’uscita dello stato di necessità patrimoniale e dalla gestione di emergenza se si vogliono riafferrare le redini di un’ordinata attività creditizia.
Non ci sono alternative, ho sentito tanti discorsi relativi alla ricapitalizzazione, ma perché gli azionisti possono mantenere questa società bisognerebbe che si tassassero ulteriormente, non credo che sia possibile fare un’ulteriore proposta e domani ci ritroveremo invece con una situazione ben più grave.
Comprendiamo la delusione della famiglia Malacalza, che vede vanificato il suo impegno economico e personale profuso per risanare l’azienda.
Nella vita della gente comune ci sono i momenti felici e quelli del pianto, nell’impresa l’affermazione e la crisi, ma chi è più forte può superarli e meritare a pieno titolo il riconoscimento storico di aver salvato la banca, continuando a far parte dei futuri assetti proprietari.
Siamo certi che altri piccoli azionisti non faranno mancare il loro utile apporto; se l’operazione andrà in porto, coloro che hanno a cuore le sorti della Banca dovranno riattivare con fiducia i rapporti bancari, ridandole fiato e slancio operativo, confidando che possa presto riassumere un ruolo importante nell’economia locale.

venerdì 30 agosto 2019

COMUNICATO N.129 - Assemblea straordinaria Banca Carige del 20/9/2019

I Commissari Straordinari della Banca Carige hanno convocato l’Assemblea straordinaria degli Azionisti presso l’Hotel Tower dell’Aeroporto, Via Pionieri ed Aviatori d'Italia 44, Genova, il giorno venerdì 20 settembre 2019 alle ore 10.30, per deliberare l’aumento di capitale sociale a pagamento, con esclusione del diritto di opzione, per un importo di complessivi € 700 milioni, mediante emissione di complessive n. 700.000.000.000 nuove azioni ordinarie aventi le medesime caratteristiche di quelle in circolazione alla data di emissione, al prezzo di sottoscrizione di € 0,001.
L’aumento è suddiviso in 4 tranches destinate: 1) alla conversione del prestito subordinato detenuto dal FITD; 2) alla sottoscrizione da parte della Cassa Centrale delle Banche Popolari (partner industriale); 3) agli attuali soci cui verrà offerta un’azione gratuita ogni 4 azioni sottoscritte (costo reale per azione € 0,0008); 4) al FITD, che garantisce anche la sottoscrizione di tutto l’inoptato e che si riserva di trasferire tutto o parte delle proprie azioni alla CCB per consentirle di raggiungere la maggioranza assoluta ai fini di una prevista aggregazione societaria.
L’operazione comporta una diluizione dell’attuale capitale sociale di circa 14 volte (ogni vecchia azione varrà circa il 7% di una nuova) e sarà integrata dalla sottoscrizione di altri € 200 milioni di obbligazioni subordinate da parte di soggetti istituzionali.
Il buon esito della complessa operazione, che prevede anche la cessione della maggior parte dei crediti in sofferenza, dovrebbe consentire di mettere definitivamente in sicurezza la Banca, che altrimenti sarebbe destinata alla risoluzione.
L’eventuale futura fusione per motivi fiscali non precluderebbe la conservazione del marchio e l’assunzione di un ruolo tecnico importante nell’ambito dl nuovo Gruppo bancario.
Come diffusamente spiegato nel nostro Comunicato n.128, cui si fa rinvio per motivi di spazio su https://aspecarige.blogspot.com/ la nostra Associazione apprezza l’azione svolta dai Commissari e auspica che l’iniziativa abbia il successo sperato per limitare i danni e consenta di ripristinare la fiducia e il ritorno all’ordinata gestione, che non possono prescindere dalla ricostituzione di una solida base patrimoniale.
Qualunque sia il sentimento di ciascuno di noi in merito al disastro aziendale e alle perdite azionarie subite, rimane una sola alternativa per mantenere in vita un’Istituzione che ha nobili trascorsi e rappresenta ancora un valore aggiunto per la Città e la nostra Regione.
Resta, tuttavia, l’incognita delle decisioni del maggior azionista, titolare del 27,55% delle quote, che non si è ancora pronunciato in merito e che potrebbe mettere a rischio l’operazione, se parteciperà all’assemblea, sia con l’astensione che con il suo voto contrario.
Uno dei problemi sul tappeto è rappresentato dall’accordo con cui il FITD ha assunto l’impegno a trasferire le proprie azioni a CCB con uno sconto del 47% sul prezzo di sottoscrizione, necessariamente blindato, la cui estensione a tutti gli altri azionisti, almeno per la quota eccedente la quota di maggioranza riservata a CCB, avrebbe reso peraltro più accettabile un nuovo loro impegno.
Ad ogni buon conto non è questo il momento di valutare le opportunità di investimento, ma solo quello di sbloccare una situazione potenzialmente critica partecipando all’assemblea, se non possibile in proprio, rilasciando delega ad esprimere voto favorevole all’aumento di capitale garantito dal FITD, nella piena convinzione di fare il bene della Banca, dei suoi dipendenti e dell’economia locale.
Ci sarà tempo, in caso di buon esito dell’operazione, di fare il punto sui rapporti nel frattempo riattivati con i Commissari Straordinari (di cui relazioneremo con un apposito comunicato) e sulla valutazione del piano industriale volto al recupero di operatività e redditività aziendale e di valutare il comportamento da tenere in funzione dei fatti nuovi emergenti.
In questa fase, chiediamo a tutti i Soci, che possiedono azioni Carige, qualsiasi sia il loro importo, di partecipare all’Assemblea dandone preventiva comunicazione ad As.Pe. o, in mancanza, rilasciare delega all’Associazione o ad uno dei suoi Rappresentanti dopo essersi procurati il biglietto di ammissione, che può essere richiesto a tutte le dipendenze della Banca sino al giorno 18 settembre, anche al fine di ottenere le azioni gratuite riservate ai soci presenti in assemblea, anche per delega, senza alcun obbligo di sottoscrivere nuove azioni o di votare a favore.
Ogni azionista, che risulterà presente personalmente o per delega in assemblea, riceverà dal FITD una nuova azione ogni una vecchia, sino a 500.000 azioni, mentre si procederà al riparto della disponibilità residua per pacchetti superiori a 500.000 azioni fino alle partecipazioni inferiori allo 0.1% del capitale sociale.
Data l’importanza dell’argomento all’O.d.G. si raccomanda di sollecitare le deleghe di familiari, amici e conoscenti, anche fra il personale della Banca in servizio, ricordando, per quanto ovvio, che il biglietto di ammissione non va riempito col nome del delegato al momento del rilascio, ma solo in occasione della sottoscrizione presso la nostra sede o previe intese telefoniche (Segreteria 3285383077) nel caso di invio a mezzo posta ordinaria.

giovedì 1 agosto 2019

COMUNICATO N.128 – Considerazioni sull’operazione di salvataggio della Banca Carige.

L’Associazione pensionati della Banca Carige apprezza gli sforzi compiuti dai Commissari straordinari per il salvataggio della Banca, con l’intento di evitare ulteriori conseguenze negative a carico del personale dipendente e sull’economia ligure, già pesantemente provata dalla perdita di aziende e di traffici commerciali.
Fa voti affinché l’ultimo piano industriale, varato dall’Amministrazione d’intesa con operatori pubblici e privati, sia positivamente accolto dalle Autorità competenti, accettato dall’attuale maggiore azionista il gruppo Malacalza, e possa permettere il ritorno ad una operatività redditizia.
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione non si nasconde, e desidera renderne ampiamente edotti i propri soci, che l’adesione al prossimo aumento di capitale è soggetta non solo ai rischi propri del mercato azionario, ma anche e soprattutto a quelli connessi alla realizzazione degli obiettivi economici e patrimoniali prefissati nel piano di risanamento.
Tuttavia, il concretizzarsi dell’operazione dell’aumento di capitale sotto l’egida del FITD, che garantisce tutti i conti correnti e i depositi vincolati sino a € 100 mila pro capite e che si farà carico della copertura dell’eventuale aumento di capitale inoptato, apre per Banca Carige, in un contesto di ricostituzione patrimoniale, la possibilità di un recupero dei rapporti con la clientela, quale indispensabile premessa di un proficuo rilancio dell’attività, valorizzando la sua vocazione regionale e limitando, per quanto possibile, la perdita dei posti di lavoro.
In questa prospettiva, As.Pe. Carige raccomanda a tutti i suoi associati di continuare a privilegiare i rapporti con la Banca e di diffondere coerentemente positivi segnali di fiducia fra le proprie cerchie di familiari, amici e conoscenti ai fini della ripresa e dello sviluppo dei rapporti bancari, ovviamente a pari condizioni di prezzo e qualità dei servizi.
In merito al prospettato aumento di capitale per € 700 milioni (oltre a € 200 milioni di obbligazioni subordinate collocate presso operatori istituzionali), non è possibile al momento esprimere un parere favorevole all’esercizio dei diritti e alla sottoscrizione di nuove azioni in quanto gli accordi di riacquisto a forte sconto da parte di CCB Credito Cooperativo di una rilevante quota del capitale rimasto in mano al garante FITD farebbe mancare il necessario flottante di borsa o ne farebbe calare proporzionalmente il prezzo.
Diverso e collaborativo dovrebbe invece essere l’atteggiamento nel caso che vengano individuate forme di partecipazione riservata ai vecchi e nuovi azionisti limitatamente ad una quota di minoranza a condizioni di prezzo, modalità e oneri paragonabili a quelle di CCB, con utilizzo dello stesso o analogo schema, in mancanza delle quali sarebbe il mercato a decurtarne il valore o l’illiquidità del titolo a bloccarne la trattazione.
Confidando che si tratti di un intervento risolutivo e cercando di dimenticare i danni economici e morali della mala gestio che li ha provocati, il Consiglio Direttivo si rivolge ai propri soci affinché valutino a tempo debito, sempreché la suddetta questione trovi una ragionevole soluzione, la possibilità di prendere in considerazione la sottoscrizione o l’acquisto di piccole quote del nuovo capitale, un gesto simbolico che se replicato dalle persone che hanno a cuore le sorti di Genova e di Carige, potrebbe avere positivi effetti moltiplicatori.
Vi invitiamo quindi a partecipare alla prossima assemblea Carige in proprio o per delega, in base all’esito della quale forniremo un parere fondato su più supportati elementi di giudizio.
In ogni caso, la Banca risanata e ben guidata riacquisterebbe, almeno in parte, un patrimonio intangibile aggiuntivo rappresentato dalla fiducia riposta in tempi migliori nella Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, di cui conserva il nome nella ragione sociale.

lunedì 15 luglio 2019

COMUNICATO N.127 – Riliquidazione d’imposta sul TFR e sull’incentivo d’esodo.

In questi giorni, l’A.d.E. ha in corso la notifica degli accertamenti per la riliquidazione della tassazione separata del TFR e dell’incentivo all’esodo ai colleghi che hanno lasciato il lavoro nel 2014 e 2015.
Si tratta di un accertamento bonario, e non impugnabile, effettuato ai sensi dell’art. 36 bis del DPR 600/73 e seguenti sulla tassazione separata, che consente al contribuente di chiedere spiegazioni e fornire elementi di rettifica. Il contribuente deve pagare entro 30 giorni dalla notifica; ma  può richiedere all’Agenzia il pagamento rateale. Si evidenzia che il termine di pagamento si sposta al 5/9/2019 e oltre per effetto della sospensione dei termini nei 30 giorni di agosto, se la notifica è stata ricevuta dopo il 2/7 u.s.
Le norme prevedono per l’accantonamento maturato sino al 31/12/2000 e relativa quota di incentivo all’esodo la tassazione separata a titolo definitivo, al netto di € 309,87 per ogni anno di contribuzione e, per le quote maturate successivamente, un’imposta provvisoria da riliquidare in base all’aliquota media personale del contribuente relativa ai 5 anni fiscali antecedenti il pensionamento.
L’incentivo all’esodo viene attribuito ante e post anno 2000 su base proporzionale rispetto alle corrispondenti quote di TFR (compresa la quota destinata al Fondo pensioni).
Il calcolo è complicato dalla presenza di anticipi e di quote destinate al Fondo (che non sono al momento tassate, ma lo saranno in caso di riscatto) e dalle diverse aliquote di riferimento sulle somme erogate:
  • per il maturato ante 31/12/2000, l’aliquota media di fatto applicata al reddito di riferimento dipende dalle aliquote Irpef vigenti e dall’anzianità maturata alla stessa data, ma l’A.d.E. applica d’ufficio l’aliquota media più favorevole dell’anno 2006, come previsto dalla clausola di salvaguardia (art. 1,  c. 9, della Legge finanziaria 2007);
  • il reddito di riferimento relativo a questo periodo si calcola dividendo la quota di TFR maturata al 31/12/2000 per gli anni e i mesi di anzianità, moltiplicando il risultato per 12, così da tener conto della natura pluriennale del reddito; l’aliquota media corrispondente è applicata alla sommatoria di TFR, riduzione e incentivo esodo a titolo definitivo, ma normalmente è già stata trattenuta;  
  • per il maturato dal 1/1/2001, tassato in via provvisoria, l’aliquota  definitiva è invece quella media personale del quinquennio precedente;
  • le differenze d’imposta da liquidare dipendono dalle trattenute ricalcolate con l’aliquota media personale più elevata, evidenziata per riscontro nel prospetto di riliquidazione nella sezione “Calcolo dell’imposta a tassazione separata dal 1/1/2001”;
  • l’aliquota media di tassazione effettiva è quindi data dal rapporto tra la sommatoria delle imposte pagate e dovute diviso per la sommatoria di TFR e incentivo esodo percepiti, al loro della riduzione applicata, aliquota inferiore a quella della tassazione ordinaria corrente.
La nostra Associazione ha verificato un sufficiente numero di casi per poter stabilire la correttezza dei conteggi nel presupposto che i dati di base siano esatti, tuttavia, in caso di ulteriori dubbi o anomalie, i Soci interessati possono chiedere un appuntamento chiamando il n°3285383077 o preferibilmente, dato il periodo feriale, inviando copia dell’accertamento fiscale via mail.

lunedì 8 luglio 2019

COMUNICATO N.126 - Novità fiscali introdotte con il cd. Decreto Crescita 2019

Con la conversione in legge del cd. Decreto Crescita 2019 (DL 34/2019 convertito con L. 58/2019) sono state introdotte, tra l’altro, numerose modifiche alla normativa tributaria con riferimento alle imposte dirette, alle imposte indirette e ai tributi locali.
Fra le novità abbiamo selezionato e brevemente commentato quelle  di maggior interesse per i Soci:
  • Per i canoni di locazione non corrisposti sarà più facile la detassazione degli stessi.
Infatti, per i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo, stipulati a decorrere dall’1/1/2020, si potrà essere esonerati dalla tassazione delle somme non corrisposte al locatore, senza attendere (come previsto attualmente) la conclusione del procedimento di convalida di sfratto, essendo sufficiente l’ingiunzione di pagamento o l’intimazione di sfratto per morosità.
  • Dichiarazione Imu.
Il termine per presentare la dichiarazione Imu slitta dal 30 giugno al 31 dicembre dell’anno successivo a quello cui si riferiscono i dati da comunicare. Inoltre, è stato eliminato l’obbligo di presentare la dichiarazione Imu per chi vuole beneficiare della riduzione del 50% Imu e Tasi sulle case concesse in comodato, cioè in prestito gratuito, ai figli o ai genitori.
  • Imu ridotta per per gli immobili locati a canone concordato.
Con la modifica introdotta, per fruire della riduzione dell’Imu al 75% il contribuente è esonerato dalla presentazione del modello di dichiarazione che attesti il possesso del requisito.
  • Cedolare secca sulle locazioni
Con la modifica introdotta è stata abrogata la sanzione prevista per la mancata comunicazione della proroga della cedolare secca. In precedenza, infatti, in caso di mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga, anche tacita, o alla risoluzione del contratto di locazione per il quale era stata esercitata l’opzione della cedolare secca, era prevista una sanzione (100 euro, ridotta a 50 per ritardo non superiore a trenta giorni). Ora l’obbligo della comunicazione della proroga della cedolare e la relativa sanzione sono soppressi.
  • Semplificazioni introdotte nei controlli formali delle dichiarazioni dei redditi.
La modifica stabilisce che ai fini dei controlli formali delle dichiarazioni dei redditi l’Amministrazione finanziaria non possa richiedere al contribuente documenti o dati già in suo possesso (attraverso l’anagrafe tributaria o trasmessi da terzi) a meno che la richiesta riguardi la verifica della sussistenza di requisiti soggettivi che non emergono dalle informazioni presenti nella stessa anagrafe ovvero elementi di informazione in possesso della stessa Amministrazione non conformi a quelli dichiarati dal contribuente.
Trattasi di una novità importante che riguarda, ad esempio, il controllo in sede di accertamento degli oneri detraibili (spese mediche, interessi passivi, ecc.) o degli oneri deducibili indicati nella dichiarazione dei redditi (mod. 730 o modello Redditi Persone Fisiche). E’ comunque consigliabile conservare tutta la documentazione inerente alle dichiarazioni precedenti sino al termine 4° anno successivo alla dichiarazione presentata nel 2015, del 5° anno per la dichiarazione presentata nel 2016 e dei 10 anni successivi alla 1° rata per le spese di ristrutturazione edilizia, risparmio energetico o altri incentivi pluriennali, ancorché dal 2015 la maggior parte dei dati in argomento sia stata acquisita e registrata dal Fisco sul 730 precompilato.

Infine, anche se non si tratta di una disposizione tributaria, si ritiene interessante segnalare che in sede di conversione del decreto è stata introdotta una norma di interpretazione autentica in materia di rinnovo dei contratti di locazione a canone concordato (cd. contratti 3+2). Per tali contratti, infatti, la legge 431/1998 stabilisce che alla scadenza del periodo di proroga biennale ciascuna delle parti ha diritto di attivare la procedura per il rinnovo a nuove condizioni o per la rinuncia del rinnovo del contratto comunicando la propria intenzione con lettera raccomandata da inviare all’altra parte sei mesi prima della scadenza. In mancanza di tale comunicazione, il contratto è rinnovato tacitamente alle stesse condizioni. La norma in esame interviene su tale previsione stabilendo che, in mancanza della comunicazione prevista, il contratto stesso è rinnovato tacitamente, a ciascuna scadenza, per un ulteriore biennio. Viene così meno l’incertezza interpretativa esistente fino ad ora circa la durata della successiva proroga del contratto (se per 2 anni, 3 o addirittura 5).

venerdì 21 giugno 2019

COMUNICATO N.125 - detraibilità fiscale dei premi o contributi sanitari assicurativi.

L’UPBN ha pubblicato sulla rivista Senatus la notizia che conferma la detraibilità, nella misura del 19% delle spese sanitarie rimaste a carico del contribuente, cioè non rimborsate ai soci assicurati con MBA Società di Mutuo Soccorso (pag.45 delle istruzioni per la compilazione del mod.730/2019), il cui contributo assicurativo è detraibile nella misura massima di € 1.300 (rigo E cod.22).
Nel caso in cui il contributo superi il massimale di € 1.300 sarà possibile scaricare la quota aggiuntiva di spese rimborsate, proporzionalmente all’importo di contributo non detratto dal reddito.
Ciò varrà, ovviamente, per la dichiarazione dei redditi 2019 (mod.730/2020) dei soci assicurati.
Per quanto riguarda, invece, la ex polizza Cattolica di Assicurazioni, in vigore sino al 31/12/2018, il cui premio non è fiscalmente detraibile, vale il principio generale che consente al contribuente di detrarre tutte le spese sanitarie sostenute, ancorché parzialmente o totalmente rimborsate.

venerdì 14 giugno 2019

COMUNICATO N.124 - PEREQUAZIONE DELLE PRESTAZIONI PENSIONISTICHE (Inps e FIP) e CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA'

Come noto - la stampa e varie fonti televisive ne hanno parlato a lungo e dettagliatamente per diversi mesi - dal 1° gennaio del corrente anno, con la legge Finanziaria, è stata stabilita una forma ridotta di aggiornamento Istat delle pensioni (obbligatorie ed integrative), nonché l'introduzione di un nuovo contributo di solidarietà (per la durata di 5 anni) per le pensioni di legge di importo lordo superiore a € 100.000 annui.

La pratica applicazione della nuova normativa da parte dell'INPS è stata attuata da aprile scorso per quanto concerne l'applicazione dei nuovi, e ridotti, importi di pensione mensile perequata e da questo mese per le trattenute mensili a titolo di contributo di solidarietà; sempre da giugno l'INPS ha incominciato a trattenere le rispettive quote di pensione (perequazione e solidarietà) pagate "in eccedenza" nei primi mesi dell'anno, ossia prima che fosse in grado di applicare la nuova legge.

Entrambi gli istituti previdenziali - perequazione e solidarietà dal 2019 - sono stati oggetto di critiche e valutazioni sul piano giuridico, ampiamente divulgate dai media, come peraltro avvenuto in passato in occasione di interventi di legge su aspetti similari.

Lo studio legale Iacoviello, in particolare, quale usuale consulente giuridico della FAP Credito, cui aderisce As.Pe. Carige, ha analizzato dettagliatamente tali aspetti, evidenziandone anche la censurabilità sul piano giudiziario: chi intendesse approfondire la tematica può esaminarne le varie connotazioni sul sito www.iacoviello.it, alle voci "blocco della perequazione" e "contributo di solidarietà".

Inoltre, l'Avv. Iacoviello ha già contattato sul punto la F.A.P.  nonché  direttamente alcuni nostri Soci, che in passato hanno già  avuto rapporti con il suo studio, rappresentando la possibilità di instaurare  sin da ora un contenzioso sull'applicazione della nuova normativa, previo l'espletamento di determinate incombenze formali, e con costi contenuti (per il singolo nostro associato euro 126,88 per la vertenza sulla perequazione ed euro 380,64 per contestare il contributo di solidarietà, oltre, in entrambi i casi ad un compenso finale aggiuntivo pari al 10% di quanto ottenuto in caso di vittoria).

Trattandosi di una materia delicata soggetta ad lungo iter processuale per il giudizio di costituzionalità, che riguarderebbe tutti i pensionati interessati, riteniamo tuttavia che sia possibile prendere tempo prima di assumere iniziative al riguardo, limitandoci ad evidenziare ai nostri Soci che le somme di pensione trattenute dall'INPS, con decorrenza 1.1.2019, per perequazione ridotta e per contributo di solidarietà, potranno essere contestate giudizialmente, senza incorrere nella prescrizione, entro 5 anni.

COMUNICATO N.123 – Sentenza di Cassazione n.15164 del 4/6/2019



La sentenza in oggetto riguarda il diritto alla reversibilità e quindi tutti i Soci che ancora percepiscono la pensione integrativa aziendale.
Si ricorda comunque che la Banca Carige nel liquidare gli zainetti ha correttamente liquidato anche la quota di reversibilità attuarialmente spettante.
L’avv. Michele Iacoviello ci comunica d’aver vinto definitivamente la causa contro la Cassa di Risparmio di Firenze che, mediante un accordo sindacale stipulato con le c.d. Fonti Istitutive, pretendeva di poter peggiorare i diritti dei pensionati.
In questo caso si trattava della perequazione e della reversibilità, che secondo la Cassazione non sono mere aspettative che si consolidano soltanto al verificarsi dell’evento e alla liquidazione della provvidenza, ma invece sono pieni diritti soggettivi già compresi nel patrimonio del pensionato all’atto del suo pensionamento.
Per chi desiderasse approfondire la materia si fa rinvio al sito:

sabato 25 maggio 2019

COMUNICATO N. 122 - Verbale Assemblea Ordinaria 07-05-2019

Assemblea Ordinaria AS.PE. Carige 07-05-2019


Verbale di riunione





L'anno 2019, il giorno 7 del mese Di Maggio, alle ore 15:00 – in Genova, nell’Aula Magna dell’Istituto Nautico San Giorgio, Calata Darsena - a seguito convocazione effettuata il 23 Aprile 2019 si è tenuta l’Assemblea dei Soci dell’Associazione Pensionati Banca Carige - AS.PE. CARIGE, con il seguente ordine del giorno:

a) Relazione annuale del Presidente.

b) Bilancio dell’esercizio 2018 e Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti.

c) Informativa sulle pratiche di rimborso fiscale e di rimborso marche tributarie.

d) Informativa sulla nuova polizza sanitaria MBA.

e) Rapporti con Banca Carige riguardo alle prospettive del residuo Fondo Pensioni Aziendale.

f) Determinazione del numero dei componenti del Consiglio Direttivo (art. 9 comma h).

g) Nomina dei 5 membri della Commissione Elettorale (art. 9 comma g).

h) Elezione del Consiglio Direttivo, del Collegio dei Revisori dei Conti e dei Probiviri (art. 9 comma i)

i) Varie ed eventuali.

Intervengono per partecipare all'Assemblea in seconda convocazione, essendo andata deserta la prima, i Soci di cui all'elenco allegato che costituisce parte integrante del presente verbale.

Conduce la riunione a norma di Statuto, il Presidente Giorgio Guglielmi; cura la stesura del verbale il Segretario Riccardo Puccio. Sono presenti tutti gli altri membri del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori.



a) Relazione annuale del Presidente



Signore e Signori, cari Amici di As.PE. Carige, benvenuti, buon pomeriggio e grazie per essere intervenuti

a norma dell’art.13 dello Statuto sociale, giusta l’art.9 e considerato che sono presenti 88 Soci e che altri 109 sono rappresentati per regolare delega scritta, dichiaro questa Assemblea validamente costituita e legittimata ad esaminare e discutere gli argomenti compresi nell’ordine del giorno di cui alla convocazione diramata il 24 aprile scorso.

Prima ancora di iniziare i lavori desidero rivolgere un commosso e riverente pensiero alla memoria degli Amici che sono mancati nel periodo successivo all’Assemblea del 2018, oltre alcuni non ricordati nelle precedenti riunioni, e più precisamente: Luigi Carpi, Wanda Chiluzzi, Antonino Cogorno, Vincenzo De Mattia, Riccardo Edini, Giuseppe Fiscella, Franco Giorgini, Alfredo Guarnieri, Giulio Magnasco, Gio Batta Pelizza, Pierluigi Roberto, Piero Sbarbori e Giuseppe Tavella.

Vorrei quindi ricordare che il 14 marzo del 2013, presso la sala della Parrocchia di San Giuseppe Cottolengo, in Albaro, ebbe luogo la prima assemblea alla quale parteciparono 136 Soci, e di conseguenza rilevare che sei anni sono un arco temporale sufficiente per tirare le somme, fare un bilancio e persino costruire o immaginare un futuro, anche se l’esercizio 2018, di cui ci stiamo occupando, presenta luci ed ombre, con risultati non completamente adeguati all’impegno che il Consiglio Direttivo ha profuso nel perseguimento delle attività istituzionali.

Il blocco della perequazione, già dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale, è stato invece confermato anche in sede di ricorso presso la Corte Europea di Strasburgo mentre per quanto attiene al Fondo Pensionistico Aziendale si è ottenuto pieno riconoscimento sull’istanza in merito alla rivalutazione del minimo FIP (ex 1998), in virtù della sentenza della Corte d’Appello di Genova n.326/2018 che conferma la fondatezza delle questioni sollevate da As.Pe. sin dalla sua costituzione

Per quanto attiene alle cause intentate per la riduzione all’87,50% della base imponibile dello zainetto e alla conseguente richiesta di rimborso fiscale si è verificato l’atteggiamento negativo di tutte le Commissioni Tributarie di primo grado essendo nel frattempo intervenute diverse sentenze della Corte di Cassazione che riconoscono la legittimità di una tassazione del capitale (zainetto) diversa da quella della rendita (regolamento mensile della pensione integrativa).

Considerato che in sede di riliquidazione dell’imposta l’Agenzia delle Entrate potrebbe anche vanificare la vittoria conseguita da alcuni ricorrenti in merito all’applicazione del divisore fisso massimo di 35 anni invece della maggiore anzianità di iscrizione al Fondo, abbiamo invitato tutti gli aventi diritto a voler soprassedere ad ogni iniziativa confidando che le prossime sentenze si dimostrino più favorevoli.

Tenuto conto di quanto precede il Consiglio Direttivo ha deliberato di attingere al Fondo rimborsi fiscali per riconoscere a tutti i Soci in regola con il pagamento della quota sociale 2019 il ristorno dell’importo delle marche tributarie fino alla concorrenza massima di 60 €uro pro-capite.

La migrazione della polizza sanitaria da ALLIANZ alla nuova Compagnia MBA-Mutua Sanitaria ha comportato un lavoro aggiuntivo per il rinnovo delle iscrizioni, per l’allineamento del data base anagrafico di titolari e famigliari e per la diffusione delle istruzioni operative, non ancora completate e sperimentate.

Da ricordare l’impegno profuso per raggiungere più velocemente possibile la massa degli iscritti; sul sito Intenet sono presenti ben 118 comunicati di cui 16 sono inerenti al solo esercizio 2018, tutti anticipati capillarmente via e-mail.

Dal sito sociale è inoltre possibile accedere ad una esauriente documentazione della polizza sanitaria 2019 e stabilire automaticamente utili collegamenti (link) con l’Home Page di INPS, di Entra in MY INPS, di Agenzia delle Entrate, di CASPIE, di FAP Credito e dello Studio Jacoviello.

Appare fin troppo ovvio raccomandare l’utilizzo di questo strumento avendo presente l’irreversibilità del processo di informatizzazione al quale bisogna adeguarsi.

As.Pe. Carige, che non si sovrappone al Circolo Dipendenti e/o al Gruppo Seniores, contribuisce comunque a mantenere vivo lo spirito di appartenenza alla Banca, applica quote sociali di misura estremamente contenuta, invariate da anni e senza fruire di alcun contributo aziendale, può a ragione vantare conti in attivo in virtù di una oculata gestione dei costi e, soprattutto, della preziosa opera di volontariato svolta da tutti i Consiglieri e della fattiva collaborazione interna ed esterna di alcuni soci volenterosi;

Premesso che i risultati del bilancio As.Pe. 2018 erano definiti e disponibili già dal 2 gennaio del corrente anno abbiamo volutamente ritardato la data di convocazione dell’assemblea confidando di poterla celebrare quando si fosse raggiunta una favorevole soluzione della complessa situazione in cui si trova da tempo quella che molti di noi consideriamo ancora “la nostra banca”.

I tempi non sono ancora maturi ma lo potrebbero forse divenire nel volgere dei prossimi giorni; ci auguriamo vivamente un esito positivo con particolare riguardo per quanto attiene ai nostri Colleghi ancora in servizio attivo.

Vorrei qui ricordare come si sia nel tempo evoluto il rapporto tra As.Pe. e la banca: da una posizione antagonista, certificata da un contenzioso legale, siamo pervenuti al riconoscimento della nostra associazione quale fosse l’unico rappresentante della categoria pensionati.

Oltre i numerosi incontri intercorsi con il servizio del personale ricordo l’intervento eseguito in nome e per conto dell’associazione in occasione dell’Assemblea degli Azionisti del 20 settembre scorso, in cui si auspicava una qualche forma di fattiva collaborazione, come si evince dal testo integralmente riportato nel Comunicato N.102.

Per quanto attiene al proseguo delle attività sociali non si può fare a meno di osservare come le continue modifiche di legge, gli attacchi politici e le notizie di stampa che si susseguono incessantemente su veri o presunti tagli della spesa pensionistica, rendano sempre più necessaria l’unitarietà e la coesione della categoria in difesa dei diritti messi a repentaglio da norme e procedure che sembrano concepite proprio allo scopo di scoraggiare anche le rivendicazioni più ragionevoli e motivate.

Il Consiglio Direttivo, decaduto il 31 dicembre 2018, si compone di 11 membri, 7 dei quali presenti fin dal mandato 2013: confido davvero che le votazioni di questa giornata ci consentano di mettere a frutto le capacità e le esperienze personali di nuove e più giovani risorse.

Prima di cedere la parola al Tesoriere Angelo Di Salvo, mi sia infine consentito esprimere qualche considerazione di carattere personale.

Come detto all’inizio questo è tempo di bilanci e di immaginare il futuro: il mio personale bilancio consiste nell’aver fatto parte di una “squadra” di grande valore, composta da Colleghi che, curiosamente, non avevo mai avuto occasione di incrociare nel corso della mia vita aziendale.

Uno per tutti l’amico Gianni Lo Vetere col quale ho condiviso quasi mezzo secolo di stagioni invernali sulle piste da sci dell’intero arco alpino, senza peraltro avere mai avuto un rapporto di lavoro diretto e che in As.Pe. ho avuto invece modo di apprezzare per capacità, dedizione e iniziativa e che, con il dovuto rispetto per l’intero Consiglio direttivo, dove siamo tutti utili, considero l’unico indispensabile.

Per quanto attiene al mio futuro la tarda età e le disposizioni statutarie lasciano intendere che questa è l’ultima occasione in cui mi presento a voi nella veste di presidente; da parte mia, per quanto mi sarà possibile, confermo l’impegno della massima collaborazione.

Grazie

L’Assemblea prende atto con un lungo applauso



Il Presidente invita il Tesoriere Angelo Di Salvo a voler presentare la relazione sul punto successivo

b) Bilancio dell’esercizio 2018 e Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti.

(prospetto del Bilancio proiettato sullo schermo)

il Tesoriere illustra il Bilancio al 31/12/2018 (allegato al presente verbale di cui costituiscono parte integrante) evidenziando che l’esercizio dell’anno 2018, sesto della nostra Associazione, si chiude con un saldo attivo di €. 6.441,35 che sommato agli avanzi degli anni precedenti fa salire il Fondo comune ad €. 26.318,75.

Comunica che a fine anno i Soci in regola con il pagamento delle quote sociali sono 607, oltre 44 in mora che a fine anno verranno dichiarati decaduti qualora nel frattempo non regolarizzino la loro posizione.

Fornisce dati di dettaglio delle principali voci del bilancio e più precisamente:

Entrate:

- quote sociali €.10.120,00;

- donazioni €. 260,00 effettuate dai soci Chiostri, Felicori, Gozio, Marasso F., Ronzitti e Traversone a riconoscimento per la favorevole chiusura transattiva del contenzioso con la Banca Carige;

- interessi attivi sul c/c e sui titoli di stato €. 132,22

Spese

- utilizzo locali Sede e servizi annessi, €. 1.800,00;

- quota associazione alla FAP Credito, €. 311,10;

- affitto sala e diverse per l’Assemblea annuale, €. 335,90;

- trasferte e trasporti (partecipazione all’Assemblea FAP Credito, trasferta a Milano per la transazione vertenza sul minimo garantito e spese di posteggio del Segretario nella sua attività in Sede), €. 509,80;

- ricariche cellulare di Sede, €. 90,00 più altre spese minute per materiali di consumo (cancelleria, toner, ecc.).

Le spese postali (€. 462,91) sono state sensibilmente contenute facendo uso della posta elettronica nei confronti di tutti i Soci che hanno un indirizzo e-mail evitando così i costi e i ritardi della posta ordinaria.

Riferisce che:

- nel mese di dicembre, in previsione del raggruppamento delle azioni Carige, si è provveduto all’acquisto di 9.900 azioni, in modo da poter disporre di 10 nuove azioni che consentano la partecipazione simbolica di As.Pe. all’Assemblea degli Azionisti.

A fine anno le azioni sono state svalutate e iscritte nel bilancio al valore di mercato, mentre i Certificati del Tesoro in portafoglio sono stati valutati al valore nominale, ossia per l’importo che sarà rimborsato alla scadenza.

- le spese legali (€. 1.000,00) sono relative ad una parcella dello Studio Ukmar per l’assistenza nelle vertenze intentate dai nostri soci contro l’Agenzia delle Entrate; per il pagamento si è utilizzato l’apposito Fondo spese rimborsi fiscali, incrementato nel 2018 con una specifica donazione di pari importo da parte di alcuni ricorrenti, per cui tale spesa non viene ad influenzare il conto economico.

- nel corso dell’anno, in relazione anche alla conclusione della vertenza, si è provveduto a restituire ai soci in regola con il pagamento delle quote sociali l’importo del deposito cauzionale a suo tempo versato per la causa “minimo”; le quote di ex soci dimissionari sono state invece trasferite al Fondo Rimborsi Fiscali. Residuano 3 posizioni di soci morosi, ai quali la somma potrà essere restituita previa regolarizzazione delle quote sociali.

Il Tesoriere conferma che la documentazione riguardante la contabilità, già esaminata dai Revisori dei conti, è a disposizione dei soci presso la Sede sociale.



Il Presidente invita quindi Armando Botto a voler presentare la Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti

Armando Botto, a nome del Collegio, legge la Relazione di verifica (allegata al presente verbale di cui costituisce parte integrante) nella quale si conferma che la contabilità è tenuta in modo preciso e corretto e che il bilancio è conforme alla documentazione di entrata e di spesa.

Il Presidente a nome Consiglio Direttivo e dell’Assemblea ringrazia il Tesoriere Angelo Di Salvo e il Revisore dei conti Armando Botto per la precisione e impegno con cui svolgono i proprio compiti e sottopone il Bilancio all’approvazione dall’Assemblea.

l’Assemblea approva all’unanimità



Il Presidente invita il VPv Gianni Lo Vetere a presentare la relazione sul punto successivo

c) Informativa sulle pratiche di rimborso fiscale e di rimborso marche tributarie.

il VPv evidenzia che la gestione del contenzioso tributario ha comportato per i Soci e per l’Associazione un grosso impegno purtroppo vanificato da alcune sentenze della Corte di Cassazione, di cui si è venuti a conoscenza solo quando la vertenza era ormai incardinata per 126 ricorrenti, che ha dichiarato inapplicabile la norma dell’equivalenza di tassazione dello zainetto (imponibile al 100%) e quella della rendita (imponibile all’87,50%).

Conseguentemente le Commissioni tributarie provinciali non hanno accolto alcun ricorso per la domanda principale.

Non era possibile intentare delle cause pilota perché la durata delle diverse fasi di procedimento e il numero dei gradi di giudizio avrebbe fatto correre a tutti gli altri Soci che avessero voluto fare ricorso il rischio di andare fuori termini.

Ricorda infatti come la lungaggine delle procedure abbia fatto sì che, ad oggi, non sia ancora fissata la data per la discussione nella Commissione Tributaria Provinciale dei contenziosi iniziati nel 2017 in Provincia di Imperia,

Tuttavia, è stata prudentemente conciliata l’esigenza di non lasciar spirare i termini di presentazione dei ricorsi con la necessità di contenere al massimo le spese legali stipulando una convenzione con lo Studio Tributario Ukmar, che prevedesse degli onorari agevolati e lasciasse ai ricorrenti la possibilità di uscire dal contenzioso ad ogni grado di giudizio (diversamente da altre offerte in cui oltre agli onorari fissi ridotti vi sarebbe stato l’obbligo di corrispondere il compenso variabile anche in caso di soccombenza o per abbandono della causa).

Ricorda che agli inizi del 2018, quando la maggior parte dei ricorsi era già stata presentata ed era giunta notizia delle sentenze sfavorevoli della Cassazione, per evitare l’addebito ai soci delle spese di controparte (a cui un paio di ricorrenti erano già stati condannati), si decise di bloccare i nuovi ricorsi e di avviare con l’Agenzia delle Entrate la conciliazione, con compensazione delle spese legali, di tutte le cause non ancora discusse. Coerentemente non sono state più inoltrate le domande di rimborso dei soci pensionati dopo l’anno 2006, che erano state tenute in sospeso essendo in questo caso applicabile una diversa tassazione per una parte dell’imponibile.

Il VPv accenna poi alla sentenza della Corte di Cassazione n.25714 del 14/12/2016, di cui si è avuta conoscenza quando quasi tutti i ricorsi erano stati presentati, che, facendo propria la tesi della sentenza della Cassazione S.U. n. 13642 del 22/06/2011, autorizza la tassazione dello zainetto di un Fondo pensionistico a prestazioni definite con l’imposta del 12,50% sulla componente interessi maturati nel tempo sul capitale (mentre la parte residua va assoggettata a tassazione separata) a condizione che gli importi siano certificati per ogni singolo iscritto. Si tratta di una tesi che individua una nuova modalità di tassazione che, qualora accettata dal Giudice, comporterebbe una forte riduzione della tassazione dello zainetto. Di fatto, però, anche se accolta sarebbe necessario ricorrere, viste le caratteristiche di tenuta contabile del Fondo Carige, ad una impegnativa e costosa perizia di un C.T.U. per determinare la componente finanziaria dell’accantonamento.

Per esplorare la possibilità di applicare questa diversa modalità di tassazione e con l’obbiettivo principale di definire il contenzioso sull’applicazione della effettiva anzianità contributiva nel calcolo dell’imposizione (richiesta accolta dalle Commissioni Tributarie Provinciali solo in alcuni casi ma chiaramente prevista dalla normativa) sono stati avanzati, su nostra indicazione, i ricorsi alla Commissione Regionale da parte di due Soci ai quali non era stata riconosciuta la richiesta di applicazione della maggior anzianità contributiva (in un caso la richiesta è stata respinta con indicazione di instaurare un contenzioso con Banca Carige per rivendicare la maggior cifra trattenuta mentre nell’altro non è stata nemmeno presa in considerazione dal giudice).

Il VPv evidenzia che in materia di tassazione degli zainetti è sorta la rilevante preoccupazione che la tassazione operata dalla banca sullo zainetto non sia a titolo definitivo ma invece soggetta a riliquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate entro la fine del quarto anno dalla riscossione con applicazione dell’aliquota media di tassazione del quinquennio precedente l’anno di liquidazione. Trattasi di un argomento molto importante, perché se dovesse essere effettuata la riliquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate in alcuni casi risulterebbero pesanti differenze di imposta da rimborsare.

Sulla assoggettabilità o meno alla riliquidazione della tassazione dello zainetto nessuno dei giudici finora aditi nel contenzioso e neppure lo studio Uckmar si sono voluti ancora pronunciare.

Qualora le trattenute subite sullo zainetto fossero assoggettate a riliquidazione, e il comma 7 dell’art. 33 della legge 62/2007 lo fa dubitare, a partire dal prossimo anno nascerebbero probabilmente nuovi motivi di contenzioso. Per questo motivo non sono stati avanzati ricorsi alla Commissione regionale per quei nominativi a cui la maggior anzianità non è stata riconosciuta dalla Commissione tributaria provinciale in quanto la possibile vittoria potrebbe essere poi vanificata dall’eventuale riliquidazione determinata con un diverso metodo di calcolo delle imposte.

Segnala infine che si provvederà a breve al rimborso, approvato dall’Assemblea dei soci del 11/04/2018, ai ricorrenti che risulteranno ancora soci e in regola con il pagamento delle quote sociali, dell’importo delle marche con il limite di €.60,00, come da elenco che si allega al presente verbale.

Quanto residuerà dell’accantonamento al Fondo spese rimborsi fiscali (circa €.1.000,00) verrebbe utilizzato per il pagamento delle spese legali dei due ricorsi in appello presentati su indicazione di AS.PE.

Il Presidente ringrazia il VPv Giovanni Lo Vetere e il Segrerario Riccardo per l’impegno profuso ed il lavoro fatto nella gestione del contenzioso e chiede poi il parere dell’Assemblea.

L’assemblea approva all’unanimità.



Il Presidente invita il Consigliere Giuseppe Mongiardino a riferire sull’argomento successivo

d) Informativa sulla nuova polizza sanitaria MBA

Mongiardino dichiara che per l’anno 2019 confidava nell’assestamento delle procedure di gestione della polizza sanitaria CASPIE-ALLIANZ e che si potesse continuare ad utilizzare le due entità, già conosciute, collaudate e valide.

Non è stato così. Nel settembre 2018 la ALLIANZ ha disdettato la polizza e l’UPBN, dopo aver trattato per due mesi su premi e prestazioni senza raggiungere un accordo, ha cercato sul mercato un’alternativa che avesse premi e condizioni analoghe a quelle del rapporto in scadenza,

La scelta della UBPN è infine caduta sulla MBA mutua basis assistence le cui condizioni sono abbastanza simili a quelle già praticate dalla ALLIANZ.

Mongiardino informa che la polizza MBA non pone limiti all’età per la copertura assicurativa e che il premio pagato beneficia della detraibilità fiscale; per contro, diversamente da quanto si riteneva all’inizio, non si ha la certezza della detraibilità fiscale sulle somme spese oltre a quelle rimborsate.

Il passaggio dalla ALLIANZ alla MBA, ha richiesto tempo e lavoro e ha comportato l’impossibilità di chiedere rimborsi per circa 3 mesi anche a seguito della necessità di registrazione sul nuovo portale.

Mongiardino invita pertanto i soci che fruiscono della copertura assicurativa a volersi registrare sul portale MBA (www.mbamutua.org) se necessario anche con il supporto consulenziale di AS.PE. (telefonico e/o di persona presso la sede sociale) in quanto la registrazione semplifica la gestione delle autorizzazioni e dei rimborsi.

Invita inoltre tutti gli interessati a impratichirsi nell’utilizzo dei supporti telematici perché ciò permette l’utilizzo dell’assistenza diretta che risulta più conveniente di quella indiretta. Peraltro, in regime di assistenza diretta, CoopSalute si è riservata di rispondere alle richieste e concedere le autorizzazioni sino alle 48 ore precedenti le prestazioni richieste, il che potrebbe creare negativi stati di attesa per gli assicurati.

Giusta segnalazione del Socio Renato Lari e considerato il numero ridotto degli specialisti convenzionati presenti in Liguria, Mongiardino invita i soci a volersi attivare personalmente per segnalare tutti i casi di nuovi possibili convenzionamenti da sottoporre al gradimento MBA e poter così migliorare l’assistenza diretta.

Ricorda che per le richieste di assistenza diretta si può accedere soltanto al portale di CoopSalute (www.coopsalute.org) mentre per l’invio delle richieste di rimborso, sarà possibile avvalersi anche del tramite di UPBN (upbnsegr@tin.it).

I rispettivi numeri telefonici saranno riportati in apposita tabella in via di pubblicazione.

Il Presidente a nome Consiglio Direttivo e dell’Assemblea ringrazia il Consigliere Giuseppe Mongiardino per l’impegno, la disponibilità e la grande mole di lavoro svolto nel disimpegno dell’onerosa gestione della polizza sanitaria.

L’Assemblea prende atto.



Il Presidente invita il VPv Giovanni Lo Vetere a riferire sull’argomento successivo

e) Rapporti con Banca Carige riguardo alle prospettive del residuo Fondo Pensioni Aziendale.

Dopo aver vinto la causa minimo FIP, si è subito trovato un accordo, valido anche per i 6 nominativi non confermati in appello per motivi procedurali, che ha consentito di evitare l’ulteriore contenzioso in Cassazione (oneroso per Carige ma non per As.Pe., salvo i tempi).

Stanca di pagare onerose spese legali proprie e di controparte la Banca ha accettato la proposta di liquidazione del capitale a condizioni molto favorevoli, chiudendo la vertenza; per gli altri vincitori su tutta la linea si è aperta la possibilità del ricalcolo dello zainetto senza sconti, maggiorato dell’effetto aumento della pensione e del rimborso pieno delle spese legali. Tutti gli aventi causa hanno accettato, con l’aggiunta di altri due soci estranei alla causa.

La trattativa si è sviluppata sullo scambio dei conteggi a campione dei residui pensionati FIP, basati su trend di speranza di vita, perequazione e tasso di sconto migliori degli standard e senza le decurtazioni originariamente applicate; i conteggi sono stati approvati, ma tutto è stato rinviato in attesa di una schiarita sul fronte del salvataggio Carige.

Cosa succederà è difficile dirlo. Il piano sembra ottimistico, difficile da realizzare, ma l’unico idoneo a ricreare l’indispensabile fiducia dei mercati e della clientela. I numeri del rilancio sono solo sulla carta, ma i soggetti già esposti Malacalza e FITD non hanno interesse a far saltare il banco in quanto i loro investimenti sarebbero azzerati in caso di ricapitalizzazione statale. In entrambi i casi l’aggregazione ad altra Azienda Bancaria non sarebbe immediata (salvo sorprese dell’ultimo momento come per le Banche Venete), si dovrà poi ragionare sul trasferimento del residuo FIP (ormai ridotto a 27 milioni per 160 iscritti) ad un Fondo esterno della banca aggregante, con qualche problema che è qui prematuro discutere.

Nel piano non è compresa la drastica riduzione del personale riportata dai giornali (oltre le 450 uscite entro il 2020 già concordate), che fa parte delle richieste di Black Rock sia pure al prevalente scopo di poter offrire miglioramenti in sede di trattativa sindacale. È certo che sinora i sacrifici maggiori della crisi sono stati sostenuti dagli azionisti e dal personale, spesso coincidenti nella stessa persona.

Ci si augura che ristrutturazione non pesi ancora sul personale dipendente (salvo gli ammortizzatori previdenziali esistenti e i prepensionamenti), pronti a dare una mano, se non altro per motivi affettivi, in caso di un aumento di capitale credibile e definitivo, attraverso l’adesione azionaria e/o la ripresa di fiducia operativa nei confronti della Banca, propria e dei propri famigliari e amici come offerto dal Presidente As.Pe. nell’Assemblea degli Azionisti Carige dello scorso 20 settembre 2018. Si ritiene doveroso ed opportuno, in questo momento particolarmente difficile per la Banca Carige e i suoi dipendenti, che la nostra associazione di ex dipendenti prenda l’impegno, tramite approvazione di apposita mozione, di orientare, non appena la situazione di Banca Carige risultasse stabilizzata, i propri soci ad assumere quei comportamenti e fare quelle attività che possono contribuire a facilitare il ritorno della banca in situazione di regolarità operativa, ripristinando la fiducia venuta meno a causa della crisi in atto.

L’Assemblea dei Soci prende atto ed approva all’unanimità.



Il Presidente introduce l’argomento successivo

f) Determinazione del numero dei componenti del Consiglio Direttivo (art. 9 comma h).

Il Presidente propone all’Assemblea di confermare il numero dei componenti degli organi sociali in scadenza nella misura di 11 componenti per il Consiglio Direttivo, 3 componenti per il Collegio dei Revisori dei conti e 3 componenti per il Collegio dei Probiviri.

L’Assemblea approva all’unanimità.



Il Presidente introduce l’argomento successivo

g) Nomina dei 5 membri della Commissione Elettorale (art. 9 comma g).

Il Presidente comunica all’Assemblea che il Consiglio Direttivo ha indicato quali componenti della Commissione Elettorale i soci Giancarlo Carosio e Marina Scotto. Il Presidente invita altri tre Soci a volersi candidare quale componenti della Commissione Elettorale. Si offrono i soci Mario Gatti e Giuseppe Olivieri.

L’assemblea approva all’unanimità.



Il Presidente introduce l’argomento successivo

h) Elezione del Consiglio Direttivo, del Collegio dei Revisori dei Conti e dei Probiviri (art.9 comma i)

Alle 17:30 la Commissione Elettorale dà inizio alle operazioni di voto. Terminate le votazioni inizia lo scrutinio che alle 18:30 viene interrotto a motivo della chiusura dei locali dell’Istituto Nautico San Giorgio; si concorda di ultimare lo scrutinio il giorno successivo, mercoledì 8 maggio, presso la Sede sociale, a partire dalle ore 15:00.



i) Varie ed eventuali.

Non viene proposto nessun nuovo argomento.



Alle ore 18:30 il Presidente non essendovi altro argomento da esaminare e discutere dichiara conclusa l’Assemblea


IL SEGRETARIO                                  IL PRESIDENTE

                (Riccardo Puccio)                               (Giorgio Guglielmi)