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libera associazione no profit, costituita nella primavera 2013 fra pensionati, ex dipendenti di Banca Carige, già Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, per tutelare i diritti e gli interessi economici e morali dei propri Associati in materia previdenziale, sanitaria e assistenziale rappresentandoli e assistendoli nei rapporti con il Gruppo Carige, l’INPS e gli altri enti assicurativi e finanziari del settore, pubblici e privati.

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giovedì 1 agosto 2019

COMUNICATO N.128 – Considerazioni sull’operazione di salvataggio della Banca Carige.

L’Associazione pensionati della Banca Carige apprezza gli sforzi compiuti dai Commissari straordinari per il salvataggio della Banca, con l’intento di evitare ulteriori conseguenze negative a carico del personale dipendente e sull’economia ligure, già pesantemente provata dalla perdita di aziende e di traffici commerciali.
Fa voti affinché l’ultimo piano industriale, varato dall’Amministrazione d’intesa con operatori pubblici e privati, sia positivamente accolto dalle Autorità competenti, accettato dall’attuale maggiore azionista il gruppo Malacalza, e possa permettere il ritorno ad una operatività redditizia.
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione non si nasconde, e desidera renderne ampiamente edotti i propri soci, che l’adesione al prossimo aumento di capitale è soggetta non solo ai rischi propri del mercato azionario, ma anche e soprattutto a quelli connessi alla realizzazione degli obiettivi economici e patrimoniali prefissati nel piano di risanamento.
Tuttavia, il concretizzarsi dell’operazione dell’aumento di capitale sotto l’egida del FITD, che garantisce tutti i conti correnti e i depositi vincolati sino a € 100 mila pro capite e che si farà carico della copertura dell’eventuale aumento di capitale inoptato, apre per Banca Carige, in un contesto di ricostituzione patrimoniale, la possibilità di un recupero dei rapporti con la clientela, quale indispensabile premessa di un proficuo rilancio dell’attività, valorizzando la sua vocazione regionale e limitando, per quanto possibile, la perdita dei posti di lavoro.
In questa prospettiva, As.Pe. Carige raccomanda a tutti i suoi associati di continuare a privilegiare i rapporti con la Banca e di diffondere coerentemente positivi segnali di fiducia fra le proprie cerchie di familiari, amici e conoscenti ai fini della ripresa e dello sviluppo dei rapporti bancari, ovviamente a pari condizioni di prezzo e qualità dei servizi.
In merito al prospettato aumento di capitale per € 700 milioni (oltre a € 200 milioni di obbligazioni subordinate collocate presso operatori istituzionali), non è possibile al momento esprimere un parere favorevole all’esercizio dei diritti e alla sottoscrizione di nuove azioni in quanto gli accordi di riacquisto a forte sconto da parte di CCB Credito Cooperativo di una rilevante quota del capitale rimasto in mano al garante FITD farebbe mancare il necessario flottante di borsa o ne farebbe calare proporzionalmente il prezzo.
Diverso e collaborativo dovrebbe invece essere l’atteggiamento nel caso che vengano individuate forme di partecipazione riservata ai vecchi e nuovi azionisti limitatamente ad una quota di minoranza a condizioni di prezzo, modalità e oneri paragonabili a quelle di CCB, con utilizzo dello stesso o analogo schema, in mancanza delle quali sarebbe il mercato a decurtarne il valore o l’illiquidità del titolo a bloccarne la trattazione.
Confidando che si tratti di un intervento risolutivo e cercando di dimenticare i danni economici e morali della mala gestio che li ha provocati, il Consiglio Direttivo si rivolge ai propri soci affinché valutino a tempo debito, sempreché la suddetta questione trovi una ragionevole soluzione, la possibilità di prendere in considerazione la sottoscrizione o l’acquisto di piccole quote del nuovo capitale, un gesto simbolico che se replicato dalle persone che hanno a cuore le sorti di Genova e di Carige, potrebbe avere positivi effetti moltiplicatori.
Vi invitiamo quindi a partecipare alla prossima assemblea Carige in proprio o per delega, in base all’esito della quale forniremo un parere fondato su più supportati elementi di giudizio.
In ogni caso, la Banca risanata e ben guidata riacquisterebbe, almeno in parte, un patrimonio intangibile aggiuntivo rappresentato dalla fiducia riposta in tempi migliori nella Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, di cui conserva il nome nella ragione sociale.