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l'Associazione no profit costituita nel 2013 tra i Pensionati di Banca Carige per tutelare i diritti e gli interessi economici e morali in materia previdenziale, sanitaria e assistenziale dei propri Associati rappresentandoli e assistendoli nei rapporti con il Gruppo Banca Carige, il Fondo integrativo pensioni interno, l'INPS e gli altri enti assicurativi e finanziari pubblici e privati del settore.

Per ulteriori informazioni, nuove iscrizioni e/o quesiti di natura pensionistica, previdenziale, assistenziale e/o sanitaria consultare le pagine: "CHI SIAMO", “DOVE SIAMO”, “CONTATTI”, “ASSISTENZA”, "ORGANI SOCIALI", “STATUTO”, “SCHEDA ISCRIZIONE” e “POLIZZA SANITARIA”.

sabato 28 gennaio 2017

COMUNICATO N.77 – Pensione ai superstiti

Riteniamo di fare cosa utile a chi ha diritto a una pensione INPS di reversibilità o indiretta pubblicare il comunicato del 5/2/2016 estratto dal sito INPS (clicca QUI) che fornisce tutte le indicazioni necessarie per la richiesta o la conferma delle prestazioni in argomento.
La percentuale base della prestazione è pari al 60% della pensione del coniuge defunto, ma può aumentare sino al 100% in presenza di figli minori, studenti o familiari invalidi, o ridursi per effetto del cumulo reddituale del percipiente, con le seguenti soglie valide per l’anno 2017:
· redditi inferiori a € 19.573 (3 volte il minimo INPS): nessuna riduzione;
· redditi fra € 19.573 e € 26.098: riduzione del 25% della pensione;
· redditi fra € 26.098 e € 32.622: riduzione del 40% della pensione;
· redditi superiori a € 32.622: riduzione del 50% della pensione.
Si ricorda ai soci che hanno mantenuto la pensione del FIP Carige che la reversibilità è sempre pari al 60% della pensione del coniuge defunto, indipendentemente dai redditi del percipiente.
I soci che percepivano la pensione di reversibilità del FIP Carige e hanno accettato lo zainetto possono verificare se l’esclusione della rendita cessata dal cumulo reddituale ai fini INPS comporti l’inserimento in una fascia di redditi personali di minor importo e un conseguente miglioramento della pensione INPS percepita.

venerdì 6 gennaio 2017

COMUNICATO n.76 – Blocco della perequazione 2012-13


 
Riteniamo opportuno ritornare su un argomento che interessa tutti i pensionati: quelli INPS e quelli (residui) a carico del FIP/Carige, sebbene con connotazioni diverse e più garantiste per questi ultimi.
Trattasi del c.d. "blocco della perequazione 2012 e 2013", introdotto dalla legge Fornero del 2011, che ha bloccato gli aumenti delle pensioni pubbliche (e per Carige anche di quelle "private") per 2 anni, ma con riflessi per tutta la durata della vita degli aventi diritto.
In pratica, le pensioni (INPS e/o integrative) nel periodo del blocco hanno subito un mancato aggiornamento pari a circa il 5 % del loro importo lordo mensile.
Come noto, tale norma limitatrice è stata poi considerata incostituzionale dalla Corte Cost. con sentenza n.70/2015, ma le pensioni stesse non sono state rivalutate ugualmente, se d’importo mensile superiore a € 1405 (e assai meno del dovuto, se d’importo inferiore), a causa  del Decreto legge n.65/2015, con cui il governo ha, di fatto (illegittimamente) congelato gli effetti ricostituivi della citata sentenza n.70/2015.
La nostra Associazione ha più volte affrontato l'argomento nel tempo, analizzandone la portata per i nostri Soci, con diversi Comunicati, raccomandando, in particolare di interrompere la prescrizione nei confronti degli Enti eroganti.
La questione è di rilievo sotto due angolazioni, tra loro complementari:
- quella della pensione INPS, non aggiornata per il 2012 e 2013;
- quella della pensione integrativa aziendale, altrettanto non aggiornata.
Si rammenta che mentre la pensione INPS è percepita da tutti gli ex dipendenti Carige in quiescenza (o loro aventi diritto), la pensione integrativa a carico del FIP ad oggi è percepita da circa 200 iscritti al FIP, che non hanno ritenuto di accettare il c.d. "zainetto", e quindi non hanno rinunciato con transazione immodificabile ogni loro diritto proveniente dal FIP medesimo (come quello in argomento).

1) PENSIONE I N P S 
Le varie incombenze da attivare (se non già realizzate) da parte di chi intenda potere poi fruire degli eventuali benefici derivanti dalle vertenze in corso (seguite dallo Studio Legale Iacoviello), ossia specifica lettera di richiesta all'INPS, vertenza giudiziaria, ecc., risultano chiaramente indicate nella Newsletter n. 4 del 23.12.2016 (per consultarla clicca su: http://www.iacoviello.it/Blocco_perequazione.html  ) dell’avv. Michele Iacoviello, legale di fiducia della nostra Associazione e della FAP Credito, contenente le varie indicazioni sulla strada percorribile da parte di chi volesse ancora contestare la mancata perequazione, onde non vedersi poi eccepire prescrizioni o altro in caso di giudizi positivi (per i pensionati) da parte della Corte Costituzionale, nuovamente adita sul punto.
Lo studio Iacoviello è disponibile ad integrare i contenziosi in corso (diverse decine in tutta Italia, con migliaia di ricorrenti, tra cui anche alcuni  nostri Soci) con nuove posizioni di pensionati, con una spesa forfettaria globale a loro carico, pari a € 253,76, come precisato nella nella citata Newsletter, già inviata ad alcuni nostri soci che hanno rapporti con lo Studio.
Chi vorrà inserirsi subito nella causa dovrà rivolgersi direttamente allo Studio Iacoviello (contattabile principalmente via posta elettronica).
Chi invece deciderà di attendere la nuova pronuncia della Consulta, dovrà almeno accertarsi d’aver interrotto i termini di prescrizione quinquennale mediante lettera raccomandata indirizzata all’INPS (disponibile a richiesta presso As.Pe. o scaricandola dalla citata Newsletter, cliccando sull’apposito link alla voce “Prescrizione”).
2) PENSIONE INTEGRATIVA AZIENDALE A CARICO DEL F I P
Coloro che percepiscono anche la pensione aziendale, non avendo accettato lo zainetto, possono altresì attivarsi per ottenere analogo riconoscimento sula prestazione pensionistica aziendale (ossia una maggiorazione media di circa 5% della pensione integrativa lorda).
Qualora non vi abbiano ancora provveduto, devono interrompere con sollecitudine la prescrizione quinquennale del loro diritto, inviando a Carige una lettera raccomandata, il cui testo è reperibile presso la Sede AsPe.
Questa rivendicazione, per specifici aspetti giuridici, è più consistente, in quanto sostenibile anche con ulteriori argomentazioni, tanto è vero che un nostro Socio, tramite lo Studio Iacoviello, ha già attivato una specifica vertenza, che verrà esaminata dal Tribunale di Genova (prima udienza in calendario nel mese corrente).