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libera associazione no profit, costituita nel 2013 fra pensionati ed esodati, già dipendenti di Banca Carige - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, per tutelare i diritti e gli interessi economici e morali dei propri Associati in materia previdenziale, assicurativa e sanitaria, assistendoli nei rapporti con il Gruppo Carige, l’INPS e gli altri enti tributari, assicurativi e finanziari, pubblici e privati.

giovedì 20 febbraio 2020

COMUNICATO N.140 - Progetto di modifiche statutarie

Il Consiglio Direttivo del 12/2/2020, al fine di adeguare le norme statutarie all’evoluzione del contesto di riferimento in cui opera l’Associazione, ha approvato le proposte di modifiche qui di seguito motivate ai sensi dell’art.21 dello Statuto sociale. L’Assemblea straordinaria chiamata a deliberare le proposte è stata indetta per Giovedì 2 aprile 2020, presso il Liceo Cassini di Genova, come da convocazione depositata in sede e già inviata via mail agli iscritti.

Art. 1. Eliminata l’attività giurislavoristica, non esercitata, e aggiunte le convenzioni sanitarie (polizza sanitaria e possibili convenzioni con istituti diagnostici).

Art. 3. Precisata la modalità di decadenza dall’associazione per morosità.   

Art. 5. L’abolizione delle tre categorie dei soci e delle relative misure proporzionali delle quote annuali sono motivate dalla pressoché totale liquidazione del FIP, che giustificava una contribuzione in qualche modo legata alla pensione aziendale percepita e alle spese incontrate per la tutela del Fondo. L’innovazione è resa possibile dagli avanzi di bilancio che permettono di fissare la quota unica in misura quasi simbolica, fermo restando la riduzione del 50% per i vedovi/e titolari di reversibilità INPS. La quota base sarà stabilita anno per anno dal Consiglio Direttivo, ma per il 2021 è già fissata in € 10 per i nuovi e per i vecchi iscritti che non abbiano già provveduto a versare le quote per l’intero biennio. Viene introdotta la figura dei soci sostenitori con il versamento almeno il doppio della quota sociale per valorizzare le contribuzioni volontarie dei soci, in particolare di quelli più favoriti dalla riduzione della quota base e/o ancora interessati alle vicende del FIP.

Art. 8. Eliminazione del luogo in cui tenere l’Assemblea, non essendo obbligatorio stabilirlo con norma statutaria, e autorizzazione formale a raccogliere le deleghe anche via mail.

Art. 9. Sfrondamento dei poteri mai utilizzati dall’Assemblea, compresa la richiesta di contribuzioni straordinarie e di aumenti delle quote sociali superiori al tasso d’inflazione, resi superflui dalle prospettive di spesa e dalla possibilità da parte dei soci di dissociarsi individualmente da eventuali aumenti rinunciando all’iscrizione.   

Art. 10. Eliminazione dei posti di rappresentanza riservati in Consiglio Direttivo a ciascuna delle categorie di soci che ora vengono abolite e inserimento della nuova norma relativa alla riserva di almeno due donne fra i candidati eletti (c.d. quote rosa).

Art. 21. Previsione di una seconda convocazione per l’Assemblea straordinaria indetta per modificare lo statuto in cui sia sufficiente la partecipazione del 25% degli iscritti onde evitare che a causa dell’accresciuto numero di associati si rischi la paralisi deliberativa per il mancato raggiungimento del quorum richiesto.

Artt. 22/23. Per lo scioglimento dell’Associazione si prevede solo il referendum per corrispondenza fra tutti i soci con aumento del quorum costitutivo da due terzi a tre quarti, ai sensi dal codice civile. Fra gli enti destinatari dell’attivo residuo, in caso di scioglimento, sono state inserite le ONLUS di solidarietà sociale e/o di ricerca scientifica, ferme restando le analoghe Associazioni di pensionati.



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