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l'Associazione no profit costituita nel 2013 tra i Pensionati di Banca Carige per tutelare i diritti e gli interessi economici e morali in materia previdenziale, sanitaria e assistenziale dei propri Associati rappresentandoli e assistendoli nei rapporti con il Gruppo Banca Carige, il Fondo integrativo pensioni interno, l'INPS e gli altri enti assicurativi e finanziari pubblici e privati del settore.

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mercoledì 18 aprile 2018

COMUNICATO N.99 - Istruzioni per la presentazione del ricorso alla Corte Europea di Strasburgo per la perequazione 2012/2013.

Nel verbale dell’Assemblea dell’11/4 u.s. diffuso via mail e pubblicato sul nostro sito Internet www.aspecarige.it, al punto g) dell’O.d.G. è trattato l’argomento del ricorso alla Corte Europea di Strasburgo contro lo Stato Italiano per interferenza fra i poteri, avendo il Governo Renzi, nel 2015, di fatto annullato una precedente sentenza della Corte Costituzionale che ripristinava la perequazione 2012/2013, bloccata a fine 2011 dal Governo Monti.
Non è una vertenza facile né di rapida conclusione, ma lo Studio dell’avv. Iacoviello - che ha già curato i precedenti ricorsi approdati alla Corte Costituzionale, con l’esito sfavorevole a tutti noto e motivato solo da esigenze di finanza pubblica – è fiducioso di poter ribaltare la situazione mediante un ricorso collettivo alla Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo; analogamente si stanno comportando altre associazioni di pensionati.
Sul sito www.studioiacoviello.it sono esposte con la massima chiarezza le motivazioni e le spese da sostenere, gli importi annui sia delle maggiori quote di pensione non corrisposte sia degli arretrati per i vari livelli d’importo delle pensioni percepite all’epoca del blocco, nonchè le modalità di partecipazione (i conteggi sono stati redatti alla data del 31.12.2016 e dovranno poi essere aggiornati, con le ulteriori quote di rivalutazione successivamente maturate).
I soci che hanno aderito al primo ricorso sono già stati direttamente interpellati dallo Studio Legale, pertanto ci rivolgiamo soprattutto a coloro che riterranno di iniziare la causa in questa fase finale dietro un compenso fisso di € 165 (oneri fiscali compresi) e una parte variabile pari al 10% degli arretrati, oltre ad Iva e cpa, in caso di vittoria ad effettivo recupero di tali somme.
Si ricorda che l’eventuale sentenza favorevole non dispone automaticamente per le quote di pensione future e che non ha valore erga omnes, come una sentenza della nostra Corte Costituzionale, ma ha efficacia soltanto nei confronti dei ricorrenti che abbiano promosso la causa entro sei mesi dal provvedimento negativo della Corte Costituzionale: pertanto chi fosse interessato dovrà contattare lo Studio Iacoviello non oltre il 7 maggio p.v. (tenendo conto dei tempi tecnici per la predisposizione dei ricorsi).
Se il ricorso verrà ammesso ci saranno ulteriori termini per il deposito dei conteggi, ma è opportuno fornire sin d’ora i documenti richiesti dallo Studio onde evitare successive lacune che lo rendano improcedibile.
L’avv. Iacoviello - dietro nostro interessamento - inserirà anche la domanda relativa alla inerente mancata perequazione da parte del Fondo integrativo aziendale, sicuramente per tutti coloro che ancora fruiscono della pensione complementare, mentre si riserva di approfondire la percorribilità della tesi - nonostante la sottoscrizione di una transazione liberatoria per la Banca - per cui anche i percipienti lo zainetto hanno avuto lo stesso un danno, almeno sino alla data di liquidazione del capitale e che l’offerta avrebbe potuto essere attuarialmente più elevata in presenza di una pensione maggiorata della mancata perequazione.
Naturalmente, in questi casi sarà necessario integrare i dati normalmente richiesti dallo Studio con la segnalazione della data dell’ultima pensione integrativa percepita, nonché la data della transazione e l’importo lordo dello zainetto erogato per consentire allo Studio di motivare questa eccezione, che come detto sopra è ancora soggetta a verifiche di fattibilità.
Visto che la spesa è omnicomprensiva, sarà opportuno, per chi intende partecipare, documentare con precisione l’entità delle due pensioni possibilmente con riferimento agli anni 2011/12 su cui si calcola la perequazione in argomento, anche mediante confronto dei cedolini con i rispettivi ObisM o CUD, saltando la preventiva richiesta di parere sulla fattibilità da parte dello Studio, che serve esclusivamente a valutare preliminarmente la posizione dei potenziali ricorrenti partendo dalle pensioni dell’anno 2017 (più facilmente reperibili) alla condizione che si tratti di pensione/i d’importo mensile complessivo lordo superiore a € 1.500 e che siano stati regolarmente interrotti i termini di prescrizione nei confronti dell’INPS e della Banca Carige mediante i moduli a suo tempo distribuiti da As.Pe.
L’Associazione è a disposizione dei soci per eventuali chiarimenti, ma non sarà in grado di effettuare le ricerche personalizzate di eventuali cedolini o altri documenti mancanti, per cui si raccomanda vivamente di dotarsi delle credenziali d’accesso riservato ai servizi Internet dell’Inps e di reperire i CUD 2012/2013 allegati ai rispettivi mod.730 (per la pensione INPS sarebbe preferibile fornire i mod. Obis-M degli anni 2012-13, ma non sono più in linea e possono essere richiesti solo agli sportelli dell’Istituto).
Soprattutto, però, bisogna aver conservato le lettere di interruzione dei termini di prescrizione e le relative ricevute di ritorno delle raccomandate.
Al fine di disporre di un elenco completo dei soci che hanno già aderito e che intendono farlo, onde potere poi gestire con lo Studio Iacoviello gli aspetti informativi di carattere generale, si invitano gli interessati a segnalare l’esistenza dell’affidamento dell’incarico, anche da parte di chi lo ha già conferito.

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