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libera associazione no profit, costituita nel 2013 fra pensionati ed esodati, già dipendenti di Banca Carige - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, per tutelare i diritti e gli interessi economici e morali dei propri Associati in materia previdenziale, assicurativa e sanitaria, assistendoli nei rapporti con il Gruppo Carige, l’INPS e gli altri enti tributari, assicurativi e finanziari, pubblici e privati.

venerdì 7 giugno 2013

NORMATIVA PREVIDENZIALE

"La Corte Costituzionale con la sentenza n. 116/2013, depositata il 5 u.s., ha ritenuto costituzionalmente illegittimo l'art. 18, comma 22 bis, del D.L. 6/7/2011 n. 98, convertito con legge 15/7/2011 n. 111, in tema di interventi legislativi  in materia previdenziale. Tale comma aveva introdotto - per il periodo 1/8/2011 - 31/12/2014 - un contributo di perequazione (altrimenti detto di solidarietà) a carico dei soli titolari di trattamenti pensionistici elevati.
Detto contributo è stato fissato nel 5% della parte della pensione (INPS + eventuale pensione integrativa/supplementare) eccedente i 90.000 Euro lordi annui e fino a 150.000 Euro, ed è stato elevato al 10% per la parte eccedente i 150.000 Euro.
La Corte Costituzionale - con sentenza analoga a quella emessa a fine 2012 sugli stipendi dei manager pubblici - ha decretato che anche il contributo in questione abbia natura tributaria, e quindi non possa essere legittimamente imposto solo ad alcune categorie di contribuenti (ossia solo ai pensionati).
Le conseguenze della suddetta sentenza della Corte sono duplici:
- con la mensilità di (fine) giugno c.a. sia l'INPS sia i Fondi integrativi non dovranno più applicare il citato contributo di perequazione/solidarietà,
- le somme sino ad oggi trattenute ai singoli per tale causale dovranno essere loro restituite (dall'INPS e dai Fondi integrativi) con modalità da individuarsi.
L'importanza di questa decisione non attiene solo (i pochi) elementi con elevati redditi di pensione, ma chiarisce al legislatore un principio costituzionale di eguaglianza tributaria tra i pensionati e tutti gli altri cittadini, che dovrà espletare i suoi effetti qualora - come viene attualmente sostenuto da più parti - il Governo nella seconda metà del corrente anno voglia recuperare ulteriori risorse economiche per incrementare l'occupazione rivolgendosi alle (sole) pensioni medio-alte, anzichè ai contribuenti in genere."