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libera associazione no profit, costituita nel 2013 fra pensionati ed esodati, già dipendenti di Banca Carige - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, per tutelare i diritti e gli interessi economici e morali dei propri Associati in materia previdenziale, assicurativa e sanitaria, assistendoli nei rapporti con il Gruppo Carige, l’INPS e gli altri enti tributari, assicurativi e finanziari, pubblici e privati.

giovedì 1 ottobre 2015

COMUNICATO N. 46 - Possibili modifiche delle prestazioni pensionistiche erogate dal FIP CARIGE

La nostra Associazione ha appreso che Banca Carige e le Organizzazioni sindacali aziendali hanno affrontato in modo incomprensibilmente riservato, il problema della erogazione di una somma una tantum (capitale, altrimenti detto zainetto) in alternativa alla periodica pensione integrativa (rendita certa) ora mensilmente percepita e normativamente garantita nel tempo.
Questa ipotesi, oltre a snaturare il fondo, non è minimamente prevista dalle immodificabili normative vigenti in tema di previdenza aziendale, e comporta numerose problematiche di varia natura (fiscale, criteri di scelta, ecc.); ma ciò che più conta è strettamente correlata alle modalità di calcolo con cui potrebbe essere determinata per i singoli la somma una tantum (capitale) da corrispondere in alternativa all’erogazione mensile della pensione integrativa.
Si tenga, infatti, presente che, a seconda dei criteri di calcolo applicati, il capitale (zainetto) da liquidare ai singoli soggetti avrebbe quale risultato valori assai difformi tra loro; cosa questa che assume un aspetto di marcato rilievo.
As.Pe., con l’ausilio dell’avv. Iacoviello, ha già notificato a Carige a tutte le OO.SS. interessate due distinti e motivati atti di diffida, affinché in qualsivoglia circostanza non vengano lesi i diritti previdenziali dei nostri Soci, ed in particolare non vengano assunte iniziative operative in merito escludendo preventive verifiche da parte nostra sulla relativa legittimità, specie se volte a liquidare con calcoli non verificati, i diritti vigenti, in alternativa alla corresponsione delle intangibili pensioni integrative.
La totale riservatezza osservata dalle parti (Banca e OO.SS.) nel corso del corrente anno nell’affrontare l’argomento, non può che essere elemento di ulteriore preoccupazione: infatti, il non poter interloquire sulla vicenda prima della (prevedibile) definizione del tutto, può solo comportare la successiva attivazione di contenziosi giudiziari nel caso di violazione di diritti in capo ai diritti dei nostri Soci.
E’ poi noto che altre aziende di credito hanno già cercato in passato di chiudere, o ridimensionare, laddove esistenti, fondi pensionistici integrativi similari al nostro, sia pure normativamente meno immodificabili, al chiaro e dichiarato fine di ridurre i costi aziendali.
Nel fare ciò hanno generalmente messo a disposizione del personale e dei pensionati delle somme una tantum (capitale), apparentemente allettanti sul piano dell’immediata percezione, ma risultate poi non favorevoli in termini di convenienza, in quanto la riduzione dei costi aziendali non può essere realizzata che con una consistente riduzione dei benefici economici per i singoli.
As.Pe. seguirà pertanto l’evolversi di questa delicatissima situazione, tenendo informati i nostri Soci, anche al fine di attivare le tutele più opportune in caso di inosservanze normativo/comportamentali.

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