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libera associazione no profit, costituita nel 2013 fra pensionati ed esodati, già dipendenti di Banca Carige - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, per tutelare i diritti e gli interessi economici e morali dei propri Associati in materia previdenziale, assicurativa e sanitaria, assistendoli nei rapporti con il Gruppo Carige, l’INPS e gli altri enti tributari, assicurativi e finanziari, pubblici e privati.

martedì 6 aprile 2021

COMUNICATO N.176 – Assemblea della Banca Carige e situazione del FIP

Dopo un anno di gestione commissariale, è stata indetta la prima assemblea della Banca Carige, che si terrà Martedì 20 aprile 2021 in Genova, presso la sede di via Cassa di Risparmio 15, con le modalità previste dalle disposizioni normative per l’emergenza epidemiologica. 

A parte gli Amministratori e alcuni dirigenti, gli azionisti potranno partecipare soltanto attraverso il rappresentante comune designato chiedendo il biglietto di ammissione e dando la delega presso la Banca in cui sono depositati i titoli, salvo alcuni casi specificatamente autorizzati a partecipare in video conferenza.

L’attuale composizione sociale della Banca con il FITD - Fondo Interbancario di tutela dei depositi - che detiene circa l’80% delle azioni, la CCBT l’8.34%, oltre ad alcuni ex grandi soci (ciascuno con quote inferiori al 2%), rende peraltro del tutto ininfluente l’eventuale voto dei piccoli azionisti la cui interessenza complessiva si è ormai ridotta al lumicino.

Il bilancio di 11 mesi del 2020 chiude ancora una volta in perdita (€ 251,6 mil.) a causa delle ulteriori svalutazioni dei crediti deteriorati e dell’insufficiente incremento del margine operativo, in parte dovuto al difficile periodo dell’emergenza Covid, malgrado l’impegno profuso e il graduale recupero della fiducia persa dopo la crisi che aveva portato al commissariamento.

La presenza di un importante contenzioso con il gruppo Malacalza e il disallineamento del risultato corrente rispetto agli obiettivi di piano hanno purtroppo indotto la CCBT, che avrebbe dovuto stabilizzare l’azionariato, a rinunciare all’opzione di acquisizione della maggioranza azionaria secondo gli accordi stipulati con il FITD lo scorso anno, e ciò nonostante la possibilità, estesa dalla legge 24/4/20 n.27, del recupero da parte della Banca acquirente di un elevato importo di crediti fiscali esistenti fra le attività del  bilancio Carige.

Non consentendo lo statuto del FITD di mantenere una partecipazione bancaria a livello di sistema e scadendo i benefici di legge a fine anno corrente, il Fondo interbancario si è già attivato per individuare un compratore con caratteristiche idonee ad una aggregazione che, a questo punto, non sembra più rinviabile. 

Per fortuna la determinante presenza del FITD nella compagine sociale, che è stato creato dal sistema bancario per la tutela dei depositi, è in grado di garantire che le esplorazioni in corso abbiano infine, malgrado le difficili condizioni di mercato, un esito positivo nell’interesse del sistema e di tutti i soggetti coinvolti.

Non sembra questo il momento di perorare la permanenza del marchio e dell’autonomia locale della Banca, trattandosi di un argomento sicuramente sul piatto della bilancia, ma non condizionante rispetto alla necessità di una pronta conclusione della cessione aziendale.

A mero titolo informativo si segnala che il residuo FIP Carige riguarda 143 pensionati fra assegni diretti e di riversibilità ed è iscritto a bilancio per € 21,5 milioni sulla base di chiari parametri attuariali, che rendono possibile la valutazione anche delle singole posizioni individuali.    

I Soci titolari della pensione aziendale che volessero ricevere maggiori informazioni al riguardo o segnalare il nominativo di qualche collega non socio ancora iscritto al FIP possono rivolgersi ad As.Pe Carige via mail o per telefono al Presidente Gianni Lo Vetere o al Tesoriere Riccardo Puccio.

 

 

 

 

 

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