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libera associazione no profit, costituita nella primavera 2013 fra pensionati, ex dipendenti di Banca Carige, già Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, per tutelare i diritti e gli interessi economici e morali dei propri Associati in materia previdenziale, sanitaria e assistenziale rappresentandoli e assistendoli nei rapporti con il Gruppo Carige, l’INPS e gli altri enti assicurativi e finanziari del settore, pubblici e privati.

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venerdì 13 giugno 2014

COMUNICATO N. 27 - Aumento di capitale Banca Carige

Il preannunciato aumento di capitale della Banca di € 800 milioni avverrà mediante collocazione di 93 nuove azioni ogni 25 possedute al prezzo di € 0,10 caduna dal 16/6 al 4/7/14; i diritti d’opzione non utilizzati entro quella data saranno venduti sul mercato borsistico.
Il prezzo delle nuove azioni rispecchia la difficile situazione societaria, da tempo evidenziata e a tutti nota, con un differenziale del 75% sulle ultime quotazioni e uno sconto del 40% sul valore teorico del titolo ex opzione.
E’ prevedibile che l’immissione sul mercato di 8 miliardi di nuove azioni, non ancora disponibili, a fronte di 2,15 miliardi di vecchie azioni crei problemi tecnici e forti anomalie sulle quotazioni dei diritti (come già accaduto con l’analoga operazione del MPS).
La Fondazione Carige ha annunciato l’esercizio del diritto d’opzione, ma anche la volontà di ridurre ulteriormente la propria partecipazione dopo l’aumento di capitale, per cui lo scenario futuro dipenderà fortemente dalle decisioni dei Fondi che sono già entrati nel capitale della Banca e dagli investitori che sottoscriveranno l’eventuale inoptato.
Lo scenario non appare adatto ad un investitore cassettista, quali sono i nostri soci pensionati, ammesso che abbia le disponibilità finanziarie per partecipare all’aumento (in misura leggermente inferiore rispetto all'importo dell'investimento).
A parte gli imponderabili riflessi dell’andamento economico generale, i punti a favore della sottoscrizione sono la soluzione di continuità con il passato e l’esistenza di un serio piano industriale, mentre i punti a sfavore possono individuarsi nell’incertezza sul futuro assetto proprietario della Banca e nell’eventuale necessità di nuove iniezioni di capitale fresco o per effetto di norme di vigilanza BCE o in conseguenza di difficoltà nella realizzazione del piano industriale.
La scelta è del tutto personale e va effettuata basandosi esclusivamente sulle proprie valutazioni in merito alla qualità del management e alle possibilità di ripresa della Banca, tuttavia si consiglia di non aspettare gli ultimi giorni per prendere le proprie decisioni, quando i diritti inoptati hanno un mercato sottile e possono perdere valore a causa dell’eventuale eccedenza dell’offerta.

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