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libera associazione no profit, costituita nella primavera 2013 fra pensionati, ex dipendenti di Banca Carige, già Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, per tutelare i diritti e gli interessi economici e morali dei propri Associati in materia previdenziale, sanitaria e assistenziale rappresentandoli e assistendoli nei rapporti con il Gruppo Carige, l’INPS e gli altri enti assicurativi e finanziari del settore, pubblici e privati.

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lunedì 7 gennaio 2019

COMUNICATO N.108 – Adeguamento delle pensioni per l’anno 2019

La pensione INPS di Gennaio è in pagamento con la rivalutazione ordinaria indicata nel nostro comunicato n.107, salvo conguaglio essendo appena entrata in vigore la legge Finanziaria 2019, che prevede un nuovo raffreddamento della perequazione di tutte le pensioni superiodi a tre volte il minimo dell’anno precedente, come segue:

  • 1,100% fino a € 1.522 (3 volte il minimo INPS)
  • 1,067% fino a € 2.029 (4 volte)
  • 0,935% fino a € 2.537 (5 volte)
  • 0,715% fino a € 3.042 (6 volte)
  • 0,550% fino a € 4.059 (8 volte)
  • 0,495% fino a € 4.566 (9 volte)
  • 0,440% oltre le 9 volte

Il meccanismo di rivalutazione, che avrà durata triennale, non consente di cumulare gli scaglioni inferiori con percentuali più elevate, dovendosi applicare l’aliquota relativa alla propria fascia d’importo sull’intera pensione.
Pertanto - a titolo esemplificativo - una pensione di € 3.000 mensili (solo INPS o cumulata al FIP) avrà una rivalutazione di € 21,45, mentre una di € 4.000 sarà adeguata di € 22,00, entrambe al lordo delle trattenute fiscali..
Il provvedimento ricalca quelli posti in atto dai precedenti governi che, agendo sul blocco della perequazione e/o sulla rimodulazione dei parametri della legge istitutiva, hanno portato - nel periodo 2012/2019 - a una riduzione del potere d’acquisto, in via permanente, delle nostre pensioni nella misura del 7,5% su un trattamento pensionistico di € 3.000 lorde (€ 2.090 netti) e del 8,4% su una pensione di € 4.000 (circa € 2.650 netti).
La legge, come le precedenti che hanno avuto un iter travagliato in sede giurisdizionale, sarà probabilmente impugnata per ragioni di costituzionalità, soprattutto per la continuità e la definitività dei tagli, che secondo la Consulta dovrebbero essere temporanei, e per la destinazione delle risorse a copertura del deficit previdenziale di tipo assistenziale, che in via ordinaria dovrebbe essere posto a carico della fiscalità generale.
Non c’è, comunque, molto da sperare in proposito, anche se il prelievo è complessivamente di gran lunga superiore a quello dei titolari di pensioni c.d. d’oro, che a loro volta possono lamentare i tagli indiscriminati di fatto a carattere permanente, senza nemmeno la giustificazione di un equo ricalcolo contributivo, ma soltanto per fasce d’importo - sia pure elevate – con un prelievo aggiuntivo a quello della fiscalità generale.
Vi terremo informati sugli sviluppi di eventuali iniziative della nostra Federazione nazionale o di altre Organizzazioni che stanno approfondendo tutti gli aspetti della materia.

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