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libera associazione no profit, costituita nel 2013 fra pensionati ed esodati, già dipendenti di Banca Carige - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, per tutelare i diritti e gli interessi economici e morali dei propri Associati in materia previdenziale, assicurativa e sanitaria, assistendoli nei rapporti con il Gruppo Carige, l’INPS e gli altri enti tributari, assicurativi e finanziari, pubblici e privati.

lunedì 14 marzo 2016

COMUNICATO N.61 – Assemblea Carige del 31/3/2016 e sollecito della Banca ai pensionati non aderenti all’offerta “zainetti”.

In questi giorni l’Ufficio del Personale della Banca sta ricontattando gli iscritti al FIP che non hanno accettato lo zainetto per ottenerne l’adesione alle nuove condizioni recentemente definite, senza peraltro fornire alcun rendiconto dimostrativo dei calcoli attuariali del capitale di competenza né provvedere a giustificare o rettificare le posizioni anomale.
Ciò non sorprende visto che la trasparenza e la forma dei contratti passano per molti di noi in secondo piano rispetto ai timori indotti dalla crisi e dall’introduzione del bail-in, che la stessa offerta di liquidazione del Fondo ha contribuito ad alimentare.
Se ne ha conferma dal fatto che un gran numero di iscritti si sia impegnato ad accettare lo zainetto anche d’importo minimo, successivamente aumentato del 13,75%.
La proroga dei termini di adesione non è certo legata all’istanza presentata con la nostra mozione assembleare del 18/1 u.s., ma da motivi di convenienza, e conferma l’inaffidabilità di Carige che aveva imposto, solo due mesi fa, termini perentori di accettazione per un’offerta non rinnovabile.
As.Pe., comunque, non ha nulla da aggiungere a quanto già detto, essendo l’adesione volontaria e la scelta esclusivamente personale, salvo l’invito a basare l’operazione su principi di pari dignità contrattuale e non su prospettive che nuocciono alla stessa immagine dell’azienda, nella quale, nonostante tutto, ancora crediamo e di cui ci serviamo in qualità di clienti.
Nel Bilancio 2015 è ancora registrato il Fondo per l’intera quota del personale in quiescenza, da ridursi, dopo la liquidazione delle transazioni ed entro il 30/6 p.v., a copertura delle sole posizioni residue aggiornate nel loro importo attuariale.
I maggiori costi dovuti alla riduzione del tasso di sconto dal 2.25% all’1,80% (avevamo previsto l’1,75%, ma nel frattempo i tassi di riferimento sono già scesi all’1%) nel prossimo bilancio semestrale, saranno recuperati a conto economico per la parte liquidata, insieme all’eventuale avanzo di gestione dell’operazione, oltre ai margini economici sulle nuove adesioni, se non utilizzati all’interno del gruppo.
La valutazione di bilancio del FIP, per cui sono utilizzate tabelle di speranza di vita e tassi di mercato più prudenziali di quelli applicati agli zainetti, è nel complesso corretta, anche se per quanto riguarda le singole posizioni occorrerebbe la verifica dei dati di base utilizzati per i conteggi, specie in materia di reversibilità, in diversi casi errati, come ci è stato dato di constatare nel corso delle verifiche attuariali, purtroppo prive di contraddittorio.
Nell’attuale situazione di mercato, il reinvestimento delle somme percepite, a parte la pesante tassazione, comporta costi e rischi, qualsiasi sia la forma, la banca o fondo comune in cui saranno collocate, per cui la congruità dello zainetto è solo un aspetto della transazione che resta pur sempre una scelta aleatoria e strettamente personale.
As.Pe., tuttavia, riterrebbe opportuno che un eventuale ripensamento fosse rinviato a dopo l’Assemblea Carige del 31/3 p.v., che dovrebbe confermare l’impegno finanziario e imprenditoriale dei soci forti e dare al nuovo management il tempo necessario per risolvere i gravi problemi aziendali, sperabilmente in senso positivo (anche grazie alla bad bank per le sofferenze e le forti agevolazioni sistemiche in fase di attuazione e di studio).
Malgrado il pessimo stato della Banca, ereditato dalla precedente amministrazione, e l’inadeguata azione degli attuali vertici aziendali, confidiamo che ci sia ancora la possibilità di un recupero di fiducia, che necessita di legalità, correttezza e spirito d’impresa, senza dei quali i continui appelli all’impegno nei confronti degli stakeholders (fra cui clienti, azionisti e pensionati, quali noi siamo) sono solo vana retorica e costosa pubblicità sui media.
Per questi motivi, pur non conoscendo direttamente le persone designate, la nostra Associazione voterà nella prossima assemblea la lista Malacalza con l’auspicio che la personificazione delle competenze giuridiche e dello spirito imprenditoriale dei nuovi vertici riportino Carige sul giusto binario.
I nostri soci, che non desiderassero partecipare direttamente in assemblea e che condividessero tale orientamento, possono chiedere il biglietto d’ammissione presso qualsiasi dipendenza della Banca e consegnarci la delega nei giorni di apertura della sede, nei modi consueti.

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