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libera associazione no profit, costituita nella primavera 2013 fra pensionati, ex dipendenti di Banca Carige, già Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, per tutelare i diritti e gli interessi economici e morali dei propri Associati in materia previdenziale, sanitaria e assistenziale rappresentandoli e assistendoli nei rapporti con il Gruppo Carige, l’INPS e gli altri enti assicurativi e finanziari del settore, pubblici e privati.

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martedì 14 maggio 2013

COMUNICATO N. 2 - Assemblea di bilancio della Banca Carige SpA


L’assemblea annuale della Banca Carige S.p.A. è stata più numerosa e animata del solito, come d’altra parte era prevedibile, visti gli annunci di mancata distribuzione del dividendo e di aumento del capitale sociale sino a un massimo di € 800 milioni, sia pure in subordine alla dismissione di attività strategiche (Compagnie di Assicurazione, SGR e altro) al fine di rispettare i parametri patrimoniali di vigilanza.

I provvedimenti anticipati da notizie di stampa avevano provocato una ulteriore forte caduta del prezzo del titolo in borsa (-70% dall’1/1/12), con grande sconcerto e preoccupazione dei piccoli azionisti, fra cui molti dei nostri associati.

Sotto il profilo del risultato economico, il Gruppo, come tutte le banche concorrenti, ha dovuto fare, a causa della grave crisi economica generale e di sistema, e in ottemperanza di direttive delle autorità di controllo, una drastica pulizia di bilancio, realizzata principalmente mediante un consistente incremento delle riserve matematiche del settore assicurativo e degli accantonamenti per perdite su crediti, che hanno portato ad una inaspettata perdita di esercizio prima delle imposte di € 345 milioni (contro un utile lordo di € 218 milioni dichiarato al 30/9/2012).

La Banca ha tenuto a precisare che si tratta di accantonamenti straordinari non tutti di competenza dell’esercizio 2012, così come straordinarie e prospettiche sono le variazioni delle imposte anticipate e differite originate dalla nota operazione di ristrutturazione aziendale, che hanno permesso di ridurre a € 63 milioni la perdita dopo le imposte nel bilancio consolidato.

Le suddette rettifiche contabili, pur evidenziando le criticità contingenti di settore, migliorano l’affidabilità del bilancio sia in termini di trasparenza sia per la mancata distribuzione del dividendo, anche su invito delle autorità di vigilanza, che avrebbe pericolosamente eroso i mezzi propri.

Il piano di dismissioni approvato per limitare l’aumento di capitale per cassa, che in questo momento richiederebbe - a detta del Presidente della Banca - un’emissione a sconto del 30-50%, molto penalizzante per tutti gli azionisti e proibitivo per la Fondazione Carige, che possiede il 47,16% del capitale, ha forti motivazioni e buone probabilità d’essere realizzato, nonostante il contesto di mercato sfavorevole, ma con il ridimensionamento delle strategie di crescita coltivate in passato, almeno in alcuni settori di attività.

Il recente rimbalzo del 28% del prezzo di borsa dal minimo di € 0,451 (8/4) a € 0,580 del 14/5, superiore al pur favorevole andamento degli indici di settore dovuto alla discesa dei tassi e al clima più sereno circa il collocamento del debito pubblico, sembra dar credito alle possibilità di superamento delle contingenti difficoltà nei tempi programmati con parziale ricorso al deliberato aumento di capitale fresco.

Per mantenersi aggiornati sulla realizzazione del piano e all’andamento dei conti trimestrali del Gruppo Carige, i nostri soci possessori di azioni possono visitare il sito Internet della Banca alla pagina “Investor Relations” o consultarsi con la nostra Associazione, segnalando via e-mail l’interesse a partecipare a un incontro collegiale per uno scambio di opinioni qualora dovesse essere lanciato un aumento di capitale in contanti.